Godetevi il viaggio

I sogni, o ciò che concretamente chiamiamo progetti, si nutrono di visioni edulcorate dell’obiettivo finale: la casa, un viaggio all’estero, o anche qualcosa di più futile, è visto come un punto da raggiungere il prima possibile e da accarezzare ogni sera prima di andare a dormire. Se concretamente ciò spinge alla meta finale, molti rischiano di perdersi il viaggio che li ha portati alla meta. Anche agli occhi degli altri la meta, e le foto in particolare, restano l’unico parametro di ciò che vale veramente.
Il rischio è quello di ritrovarsi sopra l’Empire State Building dopo 24 mesi di sacrifici, guadare il panorama e scendere dopo mezz’ora svuotati e con un solo interrogativo: è adesso?

Il  viaggio, tutto ciò che ha consentito la sua realizzazione, viene spesso visto con fatica, difficilmente come un’esperienza che ci ha arricchiti; mi spiego meglio: se fossi stato ricco, il viaggio che sto organizzando per Parigi, in piena cassa integrazione, insieme a tutta la mia famiglia, l’avrei già fatto due-tre volte in un anno senza stare lì a contare i centesimi e fare piani cercando l’offerta più comoda, ma probabilmente mi sarei perso anche la parte migliore.

Sono sempre più convinto che l’apice stesso del viaggio sia una sublimazione di tutti i giorni passati a pensare al progetto, alla cura di ogni dettaglio, al taglio di pregi e difetti, fermarsi davanti le difficoltà e ripartire più motivati di prima.

Quando ho iniziato a mettere da parte i soldi per Parigi, non avevo idea di cosa significassero le parole “risparmio”, “pianificazione”; non esisteva nemmeno “Risparmiare in famiglia”, il mio blog sul risparmio e il consumo consapevole, adesso invece ho un blog che aiuta altra gente a gestire il bilancio familiare, un gruppo di confronto, un fondo per le emergenze, una tavola imbandita senza bicchieri di plastica e tovaglioli di carta; delle nozioni di economia, conoscenze informatiche, e tanti giorni pieni passati a guardare foto con mia moglie e le mie figlie.
In origine, il viaggio per Parigi, era stato pensato per quattro persone, ma ho pensato anche a chi, per me, per anni, ha sacrificato vacanze e sfizi; pezzi di vita che nessuno rimborserà mai. Ho esteso la vacanza anche a mia madre, a lei, che non si è potuta permettere nemmeno il viaggio di nozze, perché, mi sono detto, la vita non è fatta solo per realizzare i propri sogni, ma anche, e soprattutto, quelli delle persone che amiamo.

Sembrava impossibile e lontano, ma tra un po’ si parte: sapere di festeggiare dieci anni di matrimonio con uno zaino carico di queste esperienze, aver ridotto gli sprechi, l’inquinamento, vivendo ogni singolo giorno attivamente, è già una gran bella soddisfazione. Sono partito dalla cassa integrazione, i conti in rosso, le bollette da pagare, salirò i 704 gradini della Torre Eiffel, senza alcun debito, con il sorriso sulle labbra ripensando ad ogni singolo giorno che ha reso possibile tutto ciò.

La cosa peggiore che possiate fare in vita non è smettere di credere nei vostri sogni, ma scrivere un capitolo e vedere il romanzo pubblicato; salire sul il treno chiudendo gli occhi per tutta la durata di un lungo viaggio fatto di paesaggi a voi sconosciuti.

Aprite gli occhi, fermatevi a guardare il finestrino e godetevi il viaggio, è la parte migliore della vita.

 

 

 

2 thoughts on “Godetevi il viaggio

  1. finalmente una risposta a tutti quelli che dicono “tanti sacrifici, ma per cosa?”… sono i sacrifici che rendono il viaggio più intenso, e che rendono la meta desiderata ancora più dolce… grazie Marco!

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