2+2=?

A 14 anni ho letto 1984. E’ stato subito amore.
Da allora è il mio libro del cuore, incontrastato, per quel geniale e preveggente Orwell. Lo leggevo e rileggevo, e poi ci facevo gli incubi la notte, perché 1984 ti insegna che “esiste la verità e la non verità”, e che la seconda sa anche essere più potente della prima, sa annientare più sapientemente e meticolosamente, pur di mantenere intatta la struttura di potere della società.

A 26 anni ho scoperto che tutto questo era vero, che non solo il Socing* immaginario di cui scrive Orwell annienta passato e presente per costruire il futuro a sua immagine e somiglianza, ma che anche i nostri parlamentari-senatori-governanti covano queste sapienti arti sotto le loro grasse natiche.
E così, ogni giorno leggo l’Antefatto, Repubblica e il Corriere… e il mio cervello vomita.

Il fiducioso Aristotele diceva che l’uomo è un animale sociale che per sopravvivere non può fare a meno della nobile arte della politica, intesa addirittura come un carattere selettivo, specie-specifico, che distingue l’uomo dalle altre specie animali.
Eggià, perché la politica in una società normale e non marcia dalle sue stesse fondamenta è “l’organizzatore relazionale macro della vita umana“ (I. Fiore), lo sfondo sul quale si svolge l’evoluzione sociale e individuale, il luogo privilegiato della progettualità, attraverso cui l’uomo anticipa mentalmente scenari futuri, il locus amoenus della prassi quotidiana, nonché una rete inconsapevole di significazione; ogni polis costituisce, infatti, una matrice simbolica all’interno della quale e per la quale eventi, cose e parole acquistano un senso specifico, in grado di orientare a tutti i livelli l’esistenza dei suoi abitanti.

Ma la politica di oggi, in Italia, cos’è?
Più che politica, è un calcio sui denti della Democrazia e della Costituzione italiana, continuamente violentate, stuprate e prive dell’ausilio di una legge che è ormai ordinariamente rivoltata come un calzino bucato.
Come sottolinea Claudio Magris, “ciò che oggi è impressionante nel nostro Paese e contribuisce a degradare Stato e società ad accozzaglia confusa, non è la violazione delle leggi, che è sempre esistita, bensì la crescente indifferenza nei loro confronti. […] Ogni violazione ne tira dietro un’altra. […] L’insensibilità all’osservanza delle leggi sembra diffondersi come un liquame gelatinoso; la sua sorgente è la classe politica, ma non so se a quest’ultima si contrapponga un Paese reale più sano e meno inquinato. In questo caos è sempre più difficile distinguere guardie, ladri e derubati.”

Dunque, la politica italiana oggi è tutto il contrario di ciò che intendevano gli illusi e venerandi aristotelici: è ciò che rende impossibile l’esistenza del diverso da sé e del conflitto costruttivo, ciò che rende impensabile l’informazione, l’integrazione, la significazione, l’elaborazione reale degli scenari mondiali, poiché tutto viene sempre filtrato e scavalcato dalla faccenduola da due soldi del giorno, dal nuovo pasticciaccio di Berlusca e co., dalle festicciuole di Palazzo Chigi e dagli infiniti decreti-legge sfornati agli stessi ritmi del pane fresco; intanto, puta caso, l’Agcom dimentica di tutelare la salute pubblica dei consumatori e accetta le pressioni del gran Kapò per la chiusura di Annozero, tacciato di “psicoreato“**. Già. I concetti che rendono discutibile l’operato del Partito diventano inesprimibili ed impensabili. Tutti i fatti e le leggi che rivelino le contraddizioni o la fallibilità del Partito vengono sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al Partito. E tra poco diremo che la guerra è pace, la libertà è schiavitù e l’ignoranza è forza.

Questa politica che assomiglia sempre meno ad un romanzo e sempre più alla reale realtà, è cacotopia: un misero luogo di “ex-sogni”, il loculo di tutto ciò che di buono una società ha da offrire, perché una società che si abitua a disattendere le norme non è più una società.
Orwell nel 1948 scriveva: “La libertà consiste nella libertà di dire che 2 più 2 fanno 4. Se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre.” E noi oggi abbiamo questa libertà?

Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bispensiero… tanti saluti! (G. Orwell, 1984)

* è la traduzione in neolingua (lingua fittizia inventata da Orwell come lingua ufficiale del Socing) di “Socialismo Inglese”, l’ideologia dominante dello stato immaginario di Oceania nel romanzo 1984
** termine inventato da Orwell nel suo romanzo 1984, in riferimento all’elaborazione da parte di un cittadino, anche solo a livello interno alla propria mente, di pensieri e/o parole contrastanti le teorie del Socing o la figura del Grande Fratello; chi è incriminato di psicoreato viene “vaporizzato”, ovvero arrestato e sottoposto a lavaggio del cervello per inculcargli l’amore per il Partito e per il Grande Fratello. In seguito l’accusato viene generalmente ucciso con un colpo di pistola dietro la nuca.

6 thoughts on “2+2=?

  1. Adesso dovrei scriverti come commento l’articolo che sto preparando sulla democrazia, credo che in questo momento storico le riflessioni su questa parola siano abbastanza sentite.
    Intanto volevo ricordarti che Aristotele era un democratico a modo suo, donne e schiavi per esempio non potevano partecipare alla vita politica e sociale, non facevano parte del demos (popolo).
    Io ho mi sono ritrovato a leggere 1984 nel 2002, anno in cui il mondo andava sparato dritto contro l’Afghanistan e Bin Laden e se ci riflettete un attimo, nei tg di quei periodi si vedono scene degne dei “due minuti di odio” orwelliani: il nemico che mostra il suo volto e parla contro il mondo a cui appartieni (nel nostro caso quello occidentale), e poi ti fanno vedere scene di guerra e di guerriglieri.
    Poi altra riflessione tristemente divertente su 1984 è quella che Orwell quando scrisse questo libro voleva denunciare lo stato dittatoriale dei comunismo stalinista e oggi noi lo usiamo per criticare un sistema attuato da anticomunisti!

  2. Aristotele non era perfetto, ma per l’epoca direi che era più evoluto dell’attuale berlusconismo e co.
    Per il resto, comunisti e anticomunisti in Italia banalmente sono la stessa inutile politicanza, ad Orwell mancava questa meravigliosa fetta dell’omologazione partitico-mafiosa, “beato” lui. Cmq la lega sicuramente fa i 2 minuti d’odio quotidiani =P

  3. Howdy there,this is Heidy Geoghan,just discovered your web-site on google and i must say this blog is great.may I quote some of the writing found in the website to my local friends?i’m not sure and what you think?in any case,Many thanks!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.