Pupe e secchioni: un esempio di denutrizione di spirito

di Laura Giambruno

In medio stat virtus. Questo è ciò che mi hanno sempre insegnato a casa, gli studi classici o più semplicemente la saggezza popolare. Qualcuno potrebbe pensare. in un primo momento, che proprio questo dovrebbe essere l’intento di una trasmissione di nuovissima generazione come  La pupa e il secchione; qualcuno che vada al di là della semplice e passiva visione degli accadimenti, e che in più, in cuor suo, nutra ancora la sorda e cieca speranza che qualcosa in questo Paese vada bene, o almeno sia sulla via per migliorare.

Questo ingenuo qualcuno potrebbe quindi, guardando i primi secondi di tale programma, pensare, anzi sperare in cuor suo, che si tratti di un esperimento socio-psicologico per mostrare come gli eccessi non paghino e che quella migliore sia la via di mezzo. Si parla in particolare di due modi di vivere completamenti diversi, vale a dire quello puramente intellettuale, legato al cervello e quello puramente fisico, legato all’istinto e ai sensi.  Insomma la solita perenne lotta tra ragione e istinto.

Il programma quindi sarebbe dapprima una mostra di casi estremi dei due tipi, quindi avrebbe un lato sperimentale sociologico in cui i due estremi sono obbligati a convivere per premiare infine la coppia che riesce a raggiungere il famigerato ‘medio’.

Detto cosi sembrerebbe un’impresa epica degna del miglior premio da programma televisivo.

Invece, superati i primi secondi di visione, per non parlare di quando si va oltre la fascia protetta, ci si rende conto che l’intelligenza e l’istinto sono rappresentate dalle loro peggiori caricature, con la grande differenza che ciò che rapisce positivamente la maggior parte degli italiani è la cattiva interpretazione dell’istinto. Infatti l’italiano medio, che grazie al suo praticantato decennale di tv spazzatura è abituato a vedere “pupe” del genere,  trova che i secchioni siano gli intrusi, i disadattati, o anche, per intenderci, gli “sfigati di turno”.

Voglio sottolineare che parla una persona che potrebbe benissimo definirsi secchiona, in quanto laureata, dottorata  e post-dottorata in informatica teorica e precaria da nove anni, ma che non si vede per nulla rappresentata da questi secchioni, sicuramente geni scientifici ma purtroppo socialmente disadattati.

Il programma quindi, oltre a partire con uno svantaggio per i secchioni, rappresentati dai loro ‘peggiori’ componenti, non porta neanche in alto nemmeno le  parole “istinto” o “bellezza”. Infatti le cosiddette “pupe”, pur avendo un bel corpo e dei bei lineamenti, non sono assolutamente l’emblema della bellezza, anzi direi che sono l’emblema della volgarità.

Del loro corpo, che potrebbe essere una splendida arma di seduzione,  fanno mezzo per volgari pose e bassa seduzione. In secondo luogo il loro atteggiamento verso il pubblico e verso i secchioni e il loro parlare sboccato ne fanno l’emblema dell’anti-bellezza per eccellenza.

D’altra parte i disadattati secchioni, anche se hanno un Q.I. sopra la media, non riescono in nessun modo a reagire al dominio delle stupide pupe-ochette, che fanno di questi geni sociopatici i loro denigrati schiavi. Non reagiscono nella loro fisica insicurezza e probabile nobiltà d’animo, anzi assecondano in tutto e per tutto i voleri bassi delle pupe rendendo spesso ridicoli loro stessi e la loro inutilizzata intelligenza.

Sommando i ragionamenti, il qualcuno di cui sopra, passati i secondi di trasmissione, oltre a cambiare canale, disgustato, si renderà conto della lotta impari che si sta facendo e che a vincere  indiscussa sarà ancora l’idiozia e la volgarità.

Si dannerà ancora di come l’istinto sia mal rappresentato, di come possa una società basarsi su valori così bassi, quasi primitivi. Si dannerà vedendo che milioni d’anni di civiltà stanno andando distrutti e che l’animo della gente si sta sempre più impoverendo, perché si sa che l’animo per elevarsi e per crescere ha bisogno di cibo, e il cibo dell’anima è  ciò che riguarda la bellezza in tutte le sue forme, che esse siano musica, poesia, ragionamento scientifico, logica, arte.

2 thoughts on “Pupe e secchioni: un esempio di denutrizione di spirito

  1. Il programma non ha nemmeno un intento, è solo la proposizione di stereotipi condita con scene soft porno dopo la fascia protetta.
    Due cose che sul pubblico italiano funzionano sempre.
    E lo stereotipo vuole che le donne belle siano stupide e che “l’intellettualità” comporti l’inettitudine sociale (e che quindi sia meglio non essere troppo colti… non si sa mai che può succedere…).

    La cosa che trovo veramente triste è che questi cosiddetti intelligenti vadano li a vendere la propria dignità…per soldi, perché non c’è altra spiegazione.
    Questo è veramente triste.

  2. Si sono pienamente d’accordo..quello che volevo sottolineare è che ci poteva potenzialmente essere un intento buono, che anche se l’idea di base poteva essere una cosa buona anche una filosofia di vita, quella del giusto mezzo, anche se tutto ciò…la televisione è brava a degradare al livello più basso e continuare il fine che si è imposta di decervellare le persone e togliere di mezzo ogni tramite verso la bellezza, l’eleganza e il buon gusto. Andiamo bene! :-)

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