Cartolina dall’Italia

di Maria e Gas Giaramita

cartolina dall'italia

“Ciò che sopratutto mi spaventa (…) è di conoscere quello spaventoso stato di schiavitù a cui essi condannano un’infinità di uomini che sembrerebbero veramente degni di una sorte migliore. Non appena arrivano in vacanza davanti a un panorama o un campanile famoso, è al loro apparecchio che pensano innanzitutto questi viaggiatori (…) invece di contemplare il panorama con gli occhi della loro testa, queste persone si affrettano a farlo ammirare al terzo occhio estratto dall’addome”. Pierre Daninos, Sonia.

via Fabrizio De André n°1974 (angolo con via della Povertà)

di Gino Tumminia

… beccheggiano sulla Speranza scialuppe.
i cuccioli di marosi giocano sul legno
fradicio che al primo salso bacio già si ruppe.
malcerte scialuppe!
sventure di salvataggio in fuga per un tozzo
d’inizio. proprio in bocca alla Fine e alle sue truppe.
Arrancano gli sbarcati in una nuova stiva.
avido e spietato Bengodi li accoglie
a mani aperte con tasca lasciva.
feroce compassione cattiva!
dipinge ridendo indelebile sfortuna
e sulle loro sorti la stessa deriva.
Stormi di gigli neri esuli in appassito volo
migrano. verso il lavoro affrancato. nel fumaiolo…

Storytelling – Marrone come…

La prima volta che lo apostrofarono con riferimenti al colore della sua pelle è stato un bambino: «Sei marrone come la cacca».
Seguirono pianti e lacrime.
Qualche giorno dopo un tale lo aveva chiamato “scimmione” imitandone il verso. Ma per lui, appena arrivato dal Ruanda, era una delle tante cose nuove e incomprensibili che gli stavano capitando, come gli spaghetti o l’aria condizionata in camera.
L’estate successiva, in spiaggia, mentre giocava a pallone con altri bambini, un signore scocciato gli disse “negro di merda”. Fece finta di non sentirlo. Poi me ne parlò, ed io cercai di tranquillizzarlo dicendogli che quell’uomo era uno stupido ignorante.

Oggi, dopo quasi trent’anni e una laurea in giurisprudenza presa col massimo dei voti, fa ancora i conti con l’ignoranza e la stupidità della gente.
Un giorno la polizia stradale, insieme alla patente e al libretto della macchina, gli ha chiesto di mostrare il permesso di soggiorno. All’ufficio immigrazione della Questura, dove spesso si reca per assistere i suoi clienti, lo scambiano per un extra-comunitario in attesa di informazioni; al tribunale gli chiedono sempre di mostrare il tesserino:
«Scusa eh, ma siti tutti uguali voi nivuri» si giustifica l’usciere. Continua a leggere

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Mamà, sbarcamu

«Questa poesia è dedicata a chi ha creduto in un sogno ed è partito. La dedico ai miei fratelli africani, ai miei antenati siciliani, con il loro carico di nostalgie, sofferenze e speranze».

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Storytelling – Astutillo Gebbia

«Purtroppo quel bellissimo bambino non è il protagonista della nostra storia. Il nostro protagonista è li nel parco, e guarda la famigliola felice. È un bambino di 11 anni, ed è molto diverso dal bambino con l’elicottero di Spiderman».

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#Gaza: parliamo di “occupazione”

«Ogni Stato, se si va indietro nella storia, ha affermato la sua esistenza con la violenza, questo non lo si mette in dubbio. Ecco perché non credo sia utile attaccare Israele esclusivamente da un punto di vista etico centrando l’attenzione sull’utilizzo di armi ad alto potenziale distruttivo».

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Trans Dance

«Sul palco quattro amanti controvento
che forse lì sopra non dovevano neanche stare,
ma è così apprezzabile quel gesto timido e imperfetto
che quasi piango, privo di tutto quel coraggio».