Da Lampedusa a Milano l’emergenza continua

di Michele Scarpinato e Gas Giaramita

Gli accordi di Dublino parlano chiaro: ad un migrante viene data la possibilità di accoglienza da parte di un solo stato europeo, cioè quello che riesce ad identificare il suddetto e a registrare le sue impronte digitali. Questa operazione è innanzitutto poco chiara al momento della registrazione ed è limitante perché non permette spostamenti autonomi se non quelli d’obbligo e molto spesso inaspettati da un centro d’accoglienza all’altro. La soluzione adottata per esempio dalla maggior parte dei siriani sta nel rifiutarsi di dare le impronte, consci dell’inadeguatezza del sistema Italia e perché molto spesso hanno altre mete da raggiungere, come la Svezia.

Il sogno di molti è quindi quello di superare il confine italiano e ritrovarsi nel cuore dell’Europa.

La stazione di Milano non è che uno degli innumerevoli luoghi di sosta, che si spera sia temporaneo ma che poi si trasforma in un centro d’accoglienza improvvisato alla bell’e meglio, in cui migranti si ritrovano a passare le notti e le giornate, per non restare in mezzo alla strada e per sperare di lasciare prima possibile questa terra che li condanna ad una condizione di limbo. Continua a leggere

Due minuti d’odio

Odio fortemente le battute con riferimenti razziali. Odio chi mangia facendo rumore. Odio chi mi tocca mentre parla con me. Odio fortemente andare a lavoro in macchina. Odio assolutamente la vecchia nonna dei miei proprietari di casa che grida tutto il giorno e non si capisce per quale motivo. Odio l’ignoranza e la strafottenza di chi non sa e non vuol sapere. Odio le notizie del telegiornale e il modo in cui vengono presentate, modulando e modificando il tono della voce a secondo che la notizia riguardi una strage in Siria o l’ultima performance politico–pubblicitaria di Matteo “Bean” Renzi.

Odio profondamente i sindacati e i loro rappresentanti eletti da pochi in rappresentanza della razza più vecchia del mondo: quella del lavoratore. Odio le liquidazioni dei manager di successo. Odio il ritmo del capitalismo e l’inquinamento atmosferico. Odio le grida della gente e la gente bigotta che si professa umana solo in nome di un dio. Odio il mio essere troppo odioso e odio odiare ma è proprio più forte di me. Odio le guerre preventive e odio chi non cerca la verità. Odio i facili schemi di associazione semantica. Continua a leggere

10695290_10203954358813619_1287865787_n

NUTELLA: l’amore imperfetto

di Lorena Sclafani   La nutella è una crema gianduia a basa di cacao e nocciole, inventata da Pietro Ferrero dopo la seconda guerra mondiale. Egli volle inventare un dolce che costasse poco ma che fosse buono. All’inizio la vendeva […]

slider

Storytelling – Lobby di potere

di Fabio Campoccia Il petrolio finì una mattina di fine autunno. In genere uno si aspetta che le cose succedano gradualmente, che vengano preavvisate, che ci siano dei precisi indizi del cambiamento. Invece tutto successe da un momento all’altro. Una […]

slider

Storytelling – Ci vuole più coraggio

di Pigi Arisco Sala riunioni.Jeff Kolmann stava seduto al tavolo riunioni della Tv TeleSnake.In qualità di direttore della programmazione serale stava motivando il suo staff come ogni buon capo deve fare.Prospettò ad ognuno di loro una rapida discesa degli ascolti, […]

031

Andiam, andiam, andiamo a commentar…

Chi mi conosce lo sa già: uno dei miei passatempi preferiti sul web è andare a caccia di articoli di cronaca da commentare, che fin qui potrebbe sembrare un’occupazione ordinaria e anche abbastanza “nazionalpopolare”. Appunto. Talmente nazionalpopolare che trovare commenti […]

slider

Storytelling – L’altro Omero

di Giorgia Casesi “Scriverai ciò che ti dico? Lo farai?” “Si, certo, lo farò”. Si sedette sul bordo del letto, lieve come una piuma. Anna si sollevò appena, giusto per sedersi contro la testiera, e prese il blocco e la […]