GayPride e ipocrisia

di Gregory Di Giovanni

Si dice: tira più un pelo di fica che un carro di buoi. Per i gay questo detto però non vale, per loro infatti tira più un party, una gallina canterina, un “maschione” dietro un bancone, dei manzi a petto nudo che ballano o il nuovo guardaroba di H&M.

C’è però un evento, in cui tutto questo lo si può trovare in un colpo solo, un evento in cui le creature mitologiche tornano a vivere, in cui gli orsi escono tra la gente, anche se è periodo di letargo, in cui il kitch si mescola a toni seriosi e a diritti evocati, questo evento è il Gay Pride.
Puntuale come la carrozza/zucca di cenerentola arriva ogni anno, portando con se polemiche, gioia, ovazioni, così come avviene per quegli eventi d’eccezione che uniscono nel bene e nel male fazioni diverse che ne parlano per giorni, un po’ come avviene ogni anno col Festival di Sanremo, un po’ come avviene per i mondiali o anche per le elezioni politiche. Continua a leggere

Io non ho paura della guerra

di Lucia Immordino

Io non ho paura della guerra, non è a causa della guerra che sono qui: io fuggo dalla fame.
Mi sono aggregato ai profughi di guerra per poter passare e riuscire ad approdare in Italia con maggiore sicurezza (come se la fame fosse meno fatale della guerra!).
Sono sopravvissuto al deserto, alla Libia, al Mediterraneo e qui in Sicilia cerco di sopravvivere all’Italia stessa.
Sono arrivato a Palermo un anno fa di questi tempi per raccogliere frutta di stagione, ortaggi, pomodori… Quando sono svelto riesco a guadagnare perfino trenta euro al giorno.
Mi alzo verso le quattro e un quarto, mi lavo, prego, mangio qualcosa e mi unisco alla fiumana di africani che sono qui come me.
Camminiamo insieme fintanto che arriviamo in una specie di punto di raccolta da dove ognuno di noi viene chiamato a seguire il proprio caporale. Continua a leggere

Differenzio alla cieca

di Antonella Tarantino

Non si vede che sono cieca! E non gliene ho parlato, ciatto con lui senza confidarmi. – Meglio di un menù à la carte, mi ha detto, vengo da te verso le 21. Driin driin driin (rumore del campanello). Ha portato tre vassoi pieni di roba, lo so perché ha occupato tutto il tavolo della cucina per posarli (120 per 180 cm). Wow wow wow (rumore di stupore) bene ceneremo sulla penisola, fa trendy e ci regala quell’aria di informalità che ci aiuta a sentirci vicini ma non troppo, una coppia non di fatto – ci piaciamo già! Ho mangiato troppo, mischiato le cose tra loro, non mi andava di toccare tutto, infilare ogni dito dentro le cose, leccarlo, per poi decidere se prendere o lasciare nel vassoio, in fondo con Alberto ci conosciamo da poco, lui non sa della mia cecità e non voglio che veda quanto sono buffa con le dita in bocca.

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GayPride e ipocrisia

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Io non ho paura della guerra

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mano spreme del cibo

Differenzio alla cieca

di Antonella Tarantino Non si vede che sono cieca! E non gliene ho parlato, ciatto con lui senza confidarmi. – Meglio di un menù à la carte, mi ha detto, vengo da te verso le 21. Driin driin driin (rumore […]

Granelli

Mare e pioggia sole e lacrime, una mano chiusa dentro un pugno popolata da granelli di sabbia. Scivoliamo lentamente, indisturbati, indifferenti su altra sabbia, sull’immensa terra rossa popolata da altri miliardi di granelli: sempre più veloci, sempre più uguali; illusi […]

Un futuro non troppo lontano (parte seconda)

Segue alla parte prima: leggila! Il mondo era stato conquistato da una specie aliena parassita, molto distruttiva. Gli uomini erano stati schiavizzati e le risorse cominciarono a scarseggiare. Ma il destino della terra e dell’uomo era persino peggiore. Fu forse […]

Dal NarcyEgo, con furore

Ne ho già parlato altre volte, ma purtroppo nella mia vita la faccenda si ripropone come i peperoni ripieni a cena. Certo, c’è da chiedersi perché mi si ripropone… Forse perché sono intollerante ai peperoni? O perché sono tracotante e […]