Nostalgia

Vengo da dove soffia lo scirocco,
che smuove la terra calda e le fronde degli ulivi.

Odoro a gelsomino, a piazze deserte assolate,
a limoni freschi e a panchine all’ombra per le strade.

Nel cuore ho un ventilatore e vari pomeriggi in terrazza,
granite fatte in casa e patate fritte sulla pasta.

Negli occhi gli orizzonti persi tra le nubi profonde
Colori di tramonti e riflessi delle schiuma delle onde

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Parchi giochi clandestini

La voce roca di Cocciante urla nella mia testa.
Mi sento abbastanza autorizzata, non faccio che essere ligia. Solo due volte per un’oretta massimo al centro commerciale, ché mi serviva più che altro per rimpiangere il centro storico “assurdamente” straaffollato e per recuperare qualche latrocidio tassatico dallo Stato tramite il cashback. Per il resto, soffoco a lavoro, ma mi accollo il soffocamento e la finestra aperta, cui supplisco con sciarponi perenni. La sera di far qualcosa non se ne parla; ci raccontiamo che così si risparmia anche, il che è pure vero, dato che in coppia siamo fortunati a lavorare in uno. Ogni tanto, nei giorni consentiti, andiamo a prendere una birra o uno sgroppino da asporto al bar Roma, sul corso principale del paese; tanto per vedere qualche animella che passìa veloce veloce sui marciapiedi scansando non escrementi (in un piccolo paese si è abbastanza puliti da questo punto di vista), bensì esseri umani. Di giorno casa e lavoro, lavoro e casa. Mia nonna ha iniziato a fare questa vita a 82 anni. Embé, così è, e lamentarci non serve. Siamo cittadini responsabili. Assolutamente sì. Orgogliosi e responsabili. Ma non siamo perfetti.

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Est modus in rebus

di Lucia Immordino

Quinto Orazio Flacco scrive nelle Satire I, 1, 106-107: “Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum”. E cioè: “Vi è una misura nelle cose: vi sono dei confini oltre i quali non può sussistervi il giusto”.

Quali sono questi confini?
Dove i limiti al di là dei quali non vi si può trovare il giusto?
Limes che vengono spostati dall’uomo sempre più nell’Armageddon dell’indefinito, del grigio, del tutto può accadere, ché tanto la passiamo liscia, dove ogni cosa è labile e liquida.

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Nostalgia

Vengo da dove soffia lo scirocco, che smuove la terra calda e le fronde degli ulivi. Odoro a gelsomino, a piazze deserte assolate,a limoni freschi e a panchine all’ombra per le strade. Nel cuore ho un ventilatore e vari pomeriggi […]

Clandestinità relazionale

Parchi giochi clandestini

www.youtube.com/watch?v=zQei-PL7lns&ab_channel=mena1989″>La

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