Si o no?

di Antonella Tarantino

Si avvicina il momento. Ci ho l’ansia, il sospeso non mi piace. E’ l’attesa gradita di chi ignora la meta e qualcosa gli puzza. Mi salverà la mascherina? Avrò “la mia” democrazia? Le domande difficili mi agitano. Io a scuola amavo il “dillo a parole tue, illuminacci!”.

“Si”, “no”, forse che tutto resta uguale, anzi cambia per restare uguale. Ma questo lo hanno già detto. Tanto rumore per nulla! Forse perché il biondo-Carrà era troppo finto per piacermi o forse perché volevo vivere in un mondo dove se dico “si” è si e se dico “no” è no.

Sull’altare ho sbagliato la risposta: era un “si, lo voglio” o un “no!” secco? Forse era l’altra la risposta che avrebbe cambiato la mia vita, in uno sliding doors perfetto: non torno a casa e non lo trovo a letto con l’altra, si, no, forse, se-se-se. Seeeeeeee.

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Storytelling – Il cielo è grigio ma passerà

Cap.1 Malessere

Mi alzo, fuori il cielo è grigio. Non so se chiudere la finestra, sono meteopatica – si dice così, no? Ma mi ricordo che odio la luce artificiale al mattino, così la lascio aperta. Che entri questa non luce! Ché poi non è nemmeno mattino, saranno – che? – le due del pomeriggio? Non importa, lo considero mattino quando mi alzo. Mi preparo il mio bel caffellatte bollente, il pane tostato e qualcosa da mangiare, così non mi sale la bile. Ma la bile sale sempre. Passo il giorno guardando fuori dalla finestra. Si vedono nubi, anzi no, non si vedono. Cioè non sono nuvole ben definite, è come se ci fosse una sola, infinita e gigantesca nube che copre il cielo – o almeno il pezzo di cielo che vedo dalla mia finestra. Un tappeto. Meglio: una moquette. Perché certi tappeti sono belli, ricamati, colorati…le moquette sono interi strati di pelo per lo più sporche e polverose. Ecco, una moquette grigia e polverosa. Continua a leggere

referendum 2020

Si o no?

di Antonella Tarantino Si avvicina il momento. Ci ho l’ansia, il sospeso non mi piace. E’ l’attesa gradita di chi ignora la meta e qualcosa gli puzza. Mi salverà la mascherina? Avrò “la mia” democrazia? Le domande difficili mi agitano. […]