Le APL e gli iter selettivi

di Gregory Di Giovanni

In un mio post precedente avevo toccato il tema delle Human Resources aziendali secondo il punto di vista dei dipendenti di un’azienda, e mi era venuto naturale accostare le HR a degli avvoltoi; tuttavia, rappresentare solo un lato della medaglia di questo settore non renderebbe giustizia a ciò che di buono la parola HR può apportare nella vita di un lavoratore e/o di un candidato.
Può capitare infatti che un’azienda affidi il recruiting e la selezione ad HR che lavorano in quelle che nel gergo tecnico vengono chiamate APL (Agenzie Per il Lavoro). Se fatto bene, il lavoro nelle APL produce candidati in linea con quelli che sono i desiderata aziendali e fa in modo che la domanda si sposi perfettamente con l’offerta, perché la parola “selezione” equivale a SOLDI. Chi lavora in una APL, nonostante debba seguire multiple selezioni, ha la precisa responsabilità di trovare il giusto candidato per ogni ruolo, di far fare un’ottima figura alla propria azienda e di accaparrarsi il contratto e il corrispettivo monetario. Continua a leggere

Fobie d’amore

di Marco Giglio

Presumo che tutto, che l’ansia stessa, sia nata con l’accumularsi di tutte le paure, ma anche delle cose represse, dei rospi ingoiati in anni di precarietà sociale: casa precaria, studi precari, lavori altrettanto precari. Anche l’amore, che volle comunque venirmi a cercare, era precario e finiva sempre allo stesso modo: per qualche mancanza mia o del mio stato sociale.

Così, una sera di agosto, tra la sabbia fine di Capaci mista all’evanescenza trasgressiva della mia adolescenza, pensai di morire. Sentivo battere il cuore così velocemente da pregare gli altri affinché mi accompagnassero al Pronto Soccorso: non ebbi alcun supporto, ed io stesso, immerso nella vergogna di chi chiede aiuto ma non vuole insistere per non sentirsi giudicato, cominciai a vagare, con l’ansia alla gola, per la statale, fino a quando un amico, forse il mio unico amico, non pensò bene di raggiungermi e accompagnarmi a casa.
Sentivo la bocca secca, il respiro affannoso e continuavo a ripetere: “Sto morendo, ho un infarto”. Anche con la testa sul cuscino continuavo a sentire battere il cuore velocemente, a rivedere gli sguardi fissi che avevo incrociato per il mio lungo cammino in quella serata di panico. Continua a leggere

barbie

Ma ‘ndo vai se la Barbie non ce l’hai?

DISCLAIMER: Articolo dedicato quasi esclusivamente al pubblico femminile dedito al consumo massiccio di bambole formato donna. Lei è bionda, vitino da vespa, occhi grandi e blu sempre sbarrati con un’espressione di ottuso stupore e un sorriso finto che lascia intravedere […]

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Abattoir a casa di…

Il collettivo Abattoir presenta “Abattoir a casa di…”! Se Maometto non va da Abattoir… è perché non è stato invitato! Ma voi potete invitare Abattoir a casa vostra! Un ottimo modo per trascorrere delle belle serate culturali in compagnia dei […]

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La donna cannone

di Marco Giglio “Non capisco perché ogni anno, da vent’anni ormai, mi obblighi a venire al circo: lo sai che sono contro lo sfruttamento degli animali… ho anche firmato la petizione!” La serata è umida e fredda. Il tendone blu […]

farlocchi

Il paese dei farlocchi

di Adele Musso Sono figlio dell’ingegneria genetica, i miei genitori sono andati in Spagna per assemblarmi, qui in Italia fino a poco tempo fa la legge quaranta sulla fecondazione assistita vietava manipolazioni e terzi incomodi. Mi volevano bello e pareva […]