NON HO PIU’ UN CAZZO… DA DIRVI

Ovvero banalissime banalità ridondanti sul periodo di crisi globale che investe il globo.

E cosa mai potrei dirvi adesso? Che sto bene? Che va tutto bene? Cosa potrei mai inventarmi ora per strappare un sorriso alle vostre stanche labbra imbronciate? Questa è, a tutti gli effetti, una lettera di addio, un suicidio intellettuale stoicamente pensato e razionalmente progettato per uscire di scena per sempre dai vostri già incasinati pensieri.
Non è una riflessione sugli ultimi eventi che hanno scosso le nostre esistenze, non è un encomio auto-referenziale, non è un gesto di auto-erotismo letterale (o forse sì?); semplicemente, con molta onestà, non ho più un cazzo da dirvi e ve lo dico in tutta sincerità!

Non so nemmeno bene con chi sto parlando. Cioè, chi siete voi? C’è qualcuno dall’altra parte? Non penso! Chi legge più ormai!? Arriverete al massimo a questa linea e poi andrete a vedere qualche video complottista (il mio preferito è quando prendono di peso Sgarbi alla Camera, esilarante!).
Penso che questo monologo, questa riflessione di riflesso scritta, è rivolta a chi come me sta vivendo uno dei periodi più brutti della propria esistenza, ed è bello condividere codesta sofferenza con tutti, così per sfregio.

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Dotti

di Dora Pistillo

4 Novembre. Ancora molto verde tra i rami. Non mi piace. Anzi, mi inquieta un po’. Perché di solito ad ottobre iniziano a cadere copiosamente le foglie. O almeno a perdere clorofilla. Che poi, come lessi una volta in un articolo, succede che, complici la minore quantità di luce solare e l’abbassamento delle temperature, la clorofilla si trasforma in altro. Sostanze chimiche la cui composizione varia da specie a specie, in base alle peculiarità e con un ordine diverso delle medesime sostanze con colori che virano dal giallo paglierino al viola, giungendo al marrone. La tavolozza condensa in striature, puntinature, sfumature ed effetti sorprendenti in base all’esposizione solare e all’irrigazione interna alla singola foglia. Perché il succo è questo: la linfa che si espande a partire dal cuore della pianta attraversa ogni dotto per canalizzarsi nelle foglie e raccogliere l’energia per proseguire la propria vita.

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Un sorriso alla volta

di Nina Tarantino

Sulla parete un orologio segna il tempo. Le lancette girano. La casa è accogliente e si apre in un grande salone. Stanze piene di letti e una cucina con due tavoli. Sul più piccolo tante scatole piene di pillole. Per ogni dolore. Ci sono una decina di signore che aspettano. Quando entro i loro occhi si muovono intorno e su di me. Rubo la loro attenzione. Anche Maria mi fissa sempre quando la saluto. Cento anni a Maggio, vede solo la mia sagoma. Vuoi mangiare? E mi offre la sua cena. Mi prende la mano. La stringo. Trema. Sorrido.

In questo posto ci vado spesso, la chiamano “casa famiglia per anziani”. E in questa frase ci stanno due bugie. Continua a leggere

NON HO PIU’ UN CAZZO… DA DIRVI

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