“Pensieri Selvaggi”

Picchì un t’ammazzi?!?” questa mattina è il grido di battaglia degli automobilisti di zona via Sampolo-Laurana (Palermo). […] Nulla da dire […].

C’è un pezzo di Nietzsche che amo moltissimo e che cito spesso ai miei pazienti…

Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!». Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato?” (F. Nietzsche, La gaia scienza).

…E quindi, nella fatica di vivere, ci affanniamo un po’ tutti automaticamente a riprodurre soliti copioni?

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Il tempo non torna indietro

“Ho comprato tutto. Solo il tempo non si può comprare”
Earl Stone

È questa la morale del film “Il corriere – The mule” di e con Clint Eastwood. Eastwood non delude, né come attore, né come regista, nonostante un inizio pieno di stereotipi e dalle battute prevedibili e troppo costruite.
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Il trauma del rientro in Italia: storie di machismo e cat calling

Lasciare Siviglia per me è sempre stato difficile. Sarà che ho il trauma dell’ex erasmus nostalgico: quando la lasciai dopo quella meravigliosa esperienza ne rimasi distrutta tipo la vecchia pubblicità della famosa crociera con la tipa nella vasca da bagno che piangeva dopo essere tornata dalle vacanze. Io mi sento un po’ così. Un paio di giorni fa parlavo con un amico spagnolo e per esprimergli il mio stato d’animo ho coniato il termine di “jet lag emocional”. Mi devo riprendere da tutte le emozioni provate tra il dover lasciare Siviglia, il rientro in Italia dopo 9 mesi, la visita alla mia città, ai miei genitori, agli amici del posto, il trasferimento a San Vito lo Capo e il dover iniziare a lavorare per una nuova stagione estiva: è proprio un jet lag emocional.

Esistono diversi gruppi Facebook dove tanti utenti raccontano esperienze della loro vita all’estero e molti post vertono sull’argomento “ripensamento”, ci si chiede, cioè, se si ha voglia di tornare a vivere nel Bel Paese o se invece giammai, e soprattutto perché. La maggior parte delle risposte sono negative e adducono motivazioni di tipo lavorativo e sociale: lavori che in Italia vengono sottopagati, in altri paesi non lo sono; in Italia molto spesso non vi è meritocrazia; la sanità e la burocrazia sono lente mentre in altri posti è tutto digitalizzato o facilitato; eccetera eccetera. Continua a leggere

Fantozzi

“Pensieri Selvaggi”

www.youtube.com/watch?v=1Van8l3Pu5o&ab_channel=LoveCommunity”>Tipo

Stereotipi, copioni, ignoramento dell’Altro, imperialismi, violenza, induzioni dei bisogni-da-tik-tok… E’ davvero questo che vogliamo?

Il tempo non torna indietro

“Ho comprato tutto. Solo il tempo non si può comprare”Earl Stone È questa la morale del film “Il corriere – The mule” di e con Clint Eastwood. Eastwood non delude, né come attore, né come regista, nonostante un inizio pieno […]