“In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.”

“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.”

Cosa ce ne facciamo di un contenitore vuoto?
In una vita/casa affastellata, cosa ce ne facciamo?
Chiaramente lo riempiamo di varie. Sì, mi sa che di varie qua e là ne abbiamo un po’ tutti: loro attendono ansiose di essere collocate dentro il contenitore vuoto, anch’egli a sua volta ansioso di accoglierle.

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LETTERA A UNA EX-STUDENTESSA

Cara C.,

ti scrivo perché mi è venuta in mente una parte di uno dei tuoi ultimi messaggi.
Qualche tempo fa ho sentito un mio ex collega e mi ha detto che non ho avuto l’umiltà di ammettere che semplicemente molti scolari non hanno voglia di studiare.
Non so cosa intendesse con la parola umiltà. Io so una cosa: un bambino, un cucciolo, un nuova creatura, su questo mondo nasce con una spinta innata allo studio. Se vorrai avere figli e ne avrai, lo capirai; i bambini iniziano a mettere tutto in bocca, è il loro modo di conoscere, toccano tutto, scrutano tutto. Studiano, incessantemente e in tutti i modi possibili. Imparano anche senza rendersene conto. Il problem inizia a scuola, perché incredibilmente si crea una frattura tra l’idea di ciò che è imparare e l’idea di scuola.

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Il valore di una vita

Ladro ucciso da tabaccaio, il procuratore: “Indaghiamo per eccesso di legittima difesa”

da Repubblica

Aveva 24 anni, una sorella, degli amici, dei sogni e tutta una vita davanti. Ha fatto delle scelte sbagliate, non ha dato il giusto peso alla propria vita e a quella di chi ha tentato di derubare, alle possibili conseguenze dei suoi gesti. Il ragazzo moldavo alla sorella aveva detto “Vado in Piemonte per lavorare come autista”. Tentava invece, assieme ad altri due, di svaligiare una tabaccheria di notte, non era armato e non aveva intenzione di fare del male (fisico) a nessuno. Era incensurato, ma di fatto un ladro, forse per un solo colpo, quello fatale. Prima di tutto però era una persona.

Un piano più su c’era invece un uomo esausto, sfiduciato, incazzato. Aveva già subito altri 7 furti, era armato e pronto a difendere ciò che gli apparteneva. Probabilmente non dormiva bene la notte, ad ogni rumore andava a controllare che non vi fossero brutte sorprese.

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Premio Nobel per la Pace

“Tolleranza zero senza pietà.” “Ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l’invadenza e la maleducazione di molti extracomunitari. E andando […]

LETTERA A UNA EX-STUDENTESSA

Cara C., ti scrivo perché mi è venuta in mente una parte di uno dei tuoi ultimi messaggi.Qualche tempo fa ho sentito un mio ex collega e mi ha detto che non ho avuto l’umiltà di ammettere che semplicemente molti […]