Ultime dalla terra: come ci vedono gli alieni

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Salve, sono un alieno, mi chiamo ciribikodak (no, non sono quello della pubblicitá, brutti ladri di nomi!), ho 15trony di anni e sono un gran curiosone; il pianeta da dove provengo, UBROMBROM, è un oasi di pace dove non succede mai nulla d’interessante.
Vi dicevo di essere una persona molto curiosa, talmente curiosa che l’altro giorno sono andato in camera di papá per prendere il suo “supermegaintergalatticomintrippafarmiifattideglialtri”, sapete, è un oggetto molto interessante che ti permette di sapere cose fighissime su pianeti lontani.
Il mio pianeta preferito si chiama Terra. Sulla terra accadono un sacco di cose strane. Intanto, molte persone non credono che noi esistiamo davvero; altre invece credono a troppe cose.
A proposito, cosa sono le scie chimiche di cui molti parlano? Scie chimiche di qua e di là. E no, noi non rapiamo persone né facciamo cerchi sul grano.  Continua a leggere

Junkie Crush Saga

di Cristiano Di Salvo

Dodici anni di sigarette mi hanno lentamente insegnato a conoscere quanto meno un aspetto della mia personalità. Con mio grande dispiacere devo ammettere di essere psicologicamente prono alla dipendenza, pur avendo uno stile di personalità prettamente evitante. Questa stramba posizione di scissione interiore, unitamente all’autocoscienza della stessa, mi ha sempre permesso di tenere le opportune distanze da situazioni di rischio elevato, come l’assumere droghe che creano dipendenza fisica (o forte dipendenza psichica) o il giocare d’azzardo. La mancanza di interesse e la disapprovazione verso questo tipo di condotte è per me una sorta di imposizione superegoica; in parole povere so che se cominciassi a tirare coca c’è una probabilità altissima che non riuscirei più a smettere, quindi mi sono convinto di non doverlo fare.
Per quanto sia a favore della liberalizzazione della cannabis e dell’hashish, sono comunque parecchio contento quando vengono arrestati i “simpatici” spacciatori tanto cari a noi palermitani, perché so che è gente che fa leva sull’escalation dalla cannabis all’eroina. Mi direte voi, in buona fede ed a ragione: “ma Cristiano, non è provato che fare uso di droghe leggere sia, come diceva quel famigerato leghista, l’anticamera per l’eroinomania, anzi…”. Sono pienamente d’accordo con voi, ma lo spacciatore no. Lo spacciatore (e la mafia che lo spalleggia) ragiona per escalation. Lo spacciatore, nella sua ignoranza, sa benissimo che non c’è sempre un rapporto causale, ma sa anche che alcuni soggetti possono essere spinti a consumare sempre più “roba”, di qualità progressivamente minore e spendendo sempre più denaro. Da questo deriva lo slang anglo/americano “pusher”, che porta con sé l’idea dello spingere attivamente qualcuno a drogarsi, in contrapposizione a “(drug) dealer”, più simile al nostrano termine “spacciatore”.
Ma queste cose le sapete già.  Continua a leggere

diludendo

Vuoi che muoro?

Se avete fame, non accendete la Tv, perché… SBAM: una torta super farcita in pasta di zucchero in faccia. Cambi canale e BOOM: bistecca al sangue con salse aromatizzate con erbe raccolte in Tibet…

palla-muro

Muri che crollano

di AA. VV. a cura di Gas Giaramita Era una giornata cupa, i timidi raggi del sole si alternavano a grandi nubi nere e mentre me ne stavo seduto, inchiodato dalla mia staticità, un gruppo di bambini ha attirato la mia […]

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Nord e Sud

di Filippo Messina Palermo. Linea 103. Capolinea. Come sempre, la vettura è quasi vuota. Nel prendere posto, incontro uno degli autisti che, in attesa di partire, conversa con un giovane immigrato, forse indiano. I toni del discorso sono rozzi, ma […]

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Cronaca di uno sciopero romano

di Marco Giglio Questo è un pezzo del mio diario, un resoconto del primo sciopero dei call center. Lo pubblico non per quelli che c’erano, ma per quelli che decisero di non venire. Lo pubblico per sensibilizzare tutti quelli che, al […]

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Storytelling – Vivo in un incubo

di Pigi Arisco Avrei voglia di fumare. Non posso. Dicono che fa male, che mi ucciderà… Ma perché, scusate, lo stress non uccide? Io sto male, malissimo. Il pensiero di affrontare tutta quella gente lì fuori, non ce la faccio! […]