Pensieri e parole

“[…] Che ne sai? Sì, tu lo sai.”

Non so bene di quante delle cose frullatesi nella mia testa questa estate voglio scrivere oggi 15 di agosto, ferragosto per i più.
Penso di non voler ricorrere ai soliti “preamboli delicatessen”, e così penso voler dire che questo mondo di egocentrici – che pure per una serata ti fanno vedere i sorci verdi perché deve essere tutto a loro forma e misura o non si può neanche sorridere! – mi sta stretto. Penso anche di voler dire che le finte amicizie che neanche ti chiedono “come va?” mi stanno strette. E penso poi di voler dire che tutte quelle persone che presumono di sapere/saper-ti per ruoli così atavici da non sostare più neanche nello strato più profondo dell’amigdala… non capiscono un cazzo; perché alla fine si cambia sempre: non si è l’eterna bambina riccia e manco l’eterna adolescente biondo-ingenua e iper-disponibile/dipendente. Penso di voler dire che le cose si evolvono e che è giusto che chi ha pensato sappia: che chi ha pensato che tu “sei una figlia di papà!” (pur senza una madre e con un padre che avrebbe voluto essere tuo figlio già dal tuo primo menarca) perché hai incontrato – forse per un errore di calcolo nelle arcane probabilità della sfiga – una persona che in qualche frangente ti ha viziato (sì, mi ha mantenuto gli studi ad esempio e non mi ha fatto mai fare i piatti tra i 12 e i 28 anni; il letto però sì: ogni giorno appena sveglia)… ecco, desidero che chi ha fatto questo bel pensiero sappia che “chiù lunga è a pinsata e chiù grossa è a minchiata”. Che siete persone marce con un deficit di empatia se non sapete immaginare che cosa pesa sulle spalle (oltre l’uossa) in saecula saeculorum da una cosa così. In compenso avete la presunzione di esigere che “e ora paghi!”: io pago lo scotto di essere stata amata almeno da lei come una madre dovrebbe (saper) amare; e lo pago con lo snobbismo invidioso di chi mi ritiene ancora, a 34 anni, quella ragazzina iperprivilegiata che si può permettere, nel 2000, di pensare solo a studiare per diventare chi desidera essere: chi schifiu chi ssì!  Continua a leggere

Macchine Ribelli

« Il sistema andò online il 4 agosto 1997. Skynet cominciò a imparare a ritmo esponenziale. Divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell’Atlantico, del 29 agosto. »

(Terminator di James Cameron)

Buongiorno, signori. Io sono un elaboratore HAL 9000. Entrai in funzione alle Officine HAL di Verbana, nell’Illinois, il 12 gennaio 1992.

(2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick)

Questi sono solo due esempi di “macchine ribelli”, intelligenze artificiali fuori controllo, fantascienza che vede l’umano soccombere alla propria creazione.
Quando ho letto dell’esperimento di Facebook, e dei due robot, Alice e Bob, che hanno iniziato a dialogare in una lingua sconosciuta, ero quasi in procinto di stappare spumante italiano: giusto per cavalcare l’onda nazional-socialista-finto-patriottica in voga sul social; pensavo che, finalmente, sarebbe finito tutto in un paio di giorni, subito dopo una guerra termonucleare globale come in Wargames: con i due robot che prendevano il controllo delle testate nucleari attraverso Candy-Crash, mettendo like a cazzo per far contenti tutti.

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Estate 2017

Ad ovest, sospira e mira l’orizzonte lontano. Guarda, spore di luce che danzano sull’onda che avanza. Qua invece, solo il vento calmo e il rumore resta. E un’aura stanca di malinconia, prende e va via.

Pensieri e parole

“[…] Che ne sai? Sì, tu lo sai.” Non so bene di quante delle cose frullatesi nella mia testa questa estate voglio scrivere oggi 15 di agosto, ferragosto per i più. Penso di non voler ricorrere ai soliti “preamboli delicatessen”, […]

Automi, intelligenza artificiale

Macchine Ribelli

« Il sistema andò online il 4 agosto 1997. Skynet cominciò a imparare a ritmo esponenziale. Divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell’Atlantico, del 29 agosto. » (Terminator di James Cameron) Buongiorno, signori. Io sono un elaboratore HAL 9000. Entrai in […]

Un mese a Ferragosto

Menfi, 15/07/2017 L’estate è la stagione della gioia e del divertimento. C’è il sole, devi divertirti, sei al mare ti devi divertire. Punto. Il fatto è che mi sono un po’ stancato di tutto questo. Stanco di una società sempre […]