Cronache di un uomo influenzato

C’è qualcosa che non sopporto di mia moglie che, probabilmente, accomuna molti altri compagni/mariti/poveri cristi: la leggerezza con cui sottovalutano il tuo 37 e mezzo di febbre.
Prima o poi, praticamente due minuti dopo aver appreso della tua malattia invalidante, se ne escono sempre con la solita frase fatta: “Sei esagerato, cosa vuoi che sia un po’ di febbre”.
Cosa vuoi che sia un po’ di febbre.
È domenica sera, il termometro della suocera (fornito con tanto di sorrisino idiota) segna già 37.6. Porgo il termometro a mia moglie che, tra l’altro, ha perso qualche diottria rinfacciandomi il causato allarme. Continua a leggere

Dedalo della vita

Competi con altri, una nuvola di sperma,
corri e spingi che nessuno si ferma.

La tua meta è chiara, come arrivarci non sai,
uno su mille, scoraggiati sì, vinti mai.

Evitando ogn’ostacolo, resta illeso se perfetto,
nessuno ti aspetta, non mostrar mai difetto.

Punta avanti con invidia e ira,
guarda dietro chi ti mira.

L’obiettivo è vicino, sei in testa, vincerai,
la lezione l’hai imparata, d’ora in poi competerai…

“Eh la Madonna!” – Storie di (Ma)donne travagghine e di disperazioni

Come sempre, tutto ebbe inizio la Vigilia.
Non so voi, ma quando mi alzo dal letto io trapasso da una dimensione all’altra, con gli occhi semichiusi e la gatta che mi segue minacciosa poiché, conscia del mio stato, teme che mi dimentichi di nutrirla; cosa che comunque sarebbe impossibile, dato che i suoi miagolii sono tanto insistenti da riportarmi in pochi minuti alla dimensione terrestre dei doveri. Sorseggiando il caffè ormai freddo che Anto mi ha preparato verso le 6:30 (prima di andare a lavoro), eseguo automaticamente il gesto dell’accensione della luce della cappa. E così è il 7 dicembre e “spuft”: piccolo suono di lampadina della cappa esplosa. …Amen.  Continua a leggere

Cronache di un uomo influenzato

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Dedalo della vita

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Idiosincrasia per le peripatetiche

di Lucia Immordino Sua mamma fu del mestiere: per anni lo fece finché poté e appena attaccava a lavorare lo lasciava da una vicina di casa. Lui mangiava il suo cicarone di latte disteso su un divano preso dalla strada […]