Ma tu ce l’hai l’acqua?

Nella notte in cui le scuole vengono chiuse a causa dell’acqua che sa di sangue e fango,  continuo a chiedermi qual è il senso di tutto il contesto su cui si vorrebbe polemizzare h24.

C’è un problema: il fango e la merda accumulata negli invasi durante il pandemonio che il maltempo ha causato da nord a sud.

Concetti semplici che a spiegarli è bravo pure un bambino: il fango ( e la merda, molta merda) ha inquinato le falde, e adesso l’acqua non si può bere.
Succede ovunque, ma il palermitano medio, frequentatore di tastiere e discorsi da bar, sembra non capirlo.
E quindi, sulle varie testate su cui vengono letti solo i titoli, parte la rivoluzione da tastiera: “È colpa di Ollando!”, “Siti tutti cosi inutili!”, “È colpa della reGGGione”, “Ma io m’ava a lavari”, “I picciriddi ca facci nchiappata”, “Mafffiosi, qui non funziona niente… AL  NORD INVECE…”.

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Diario di bordo di un viaggio da sola

 

Dopo esser tornata dalla Spagna e aver passato quattro mesi a San Vito lo Capo per lavoro, decido fosse giunto il momento per le mie vacanze. Da sola. Da povera. E alla cazzo di cane.

Guillermo, il mio amico sivigliano e amante della cultura italica, mi sfotte da una vita perché “Killa? Nunca has visto Catania? Eres tonta o qué?” (trad. it.: “Cara ed egregia collega, dovresti colmare la penosa lacuna del non aver mai visitato Catania” – traduzione approssimativa). Quindi, dall’alto dei miei 32 anni, decido di fare un saltino nell’area orientale della Sicilia e visitarne le alture e le sponde. Poi, ovviamente, non potevo esimermi dal salutare i miei amici palermitani e, infine, perché non prendere un aereo e fare un saltino nella regione dei marron glacé, giusto per tentare di ricomporre i miei che sono stati abbondantemente frantumati durante la stagione appena trascorsa?

Valigia alla mano, mi metto in viaggio. La vacanza è durata complessivamente 6 giorni +1 per il ritorno e sono state fatte 5 tappe: Catania, Taormina, Palermo, Torino e Genova.

Vacanza cominciata malino, visto che ho stupidaporcaputtanamente dimenticato il mio lettore musicale a casa. Per cui la prima cosa che ho fatto arrivata a Palermo per lo scalo direzione Catania, non è stato andarmi a mangiare un pezzu ri sfinciune ma recarmi presso un “negozio etnico” a comprare delle cuffiette per il mio cellulare – cuffiette più false di una trasformazione dei Power Rangers Continua a leggere

Ma tu ce l’hai l’acqua?

Nella notte in cui le scuole vengono chiuse a causa dell’acqua che sa di sangue e fango,  continuo a chiedermi qual è il senso di tutto il contesto su cui si vorrebbe polemizzare h24. C’è un problema: il fango e […]

Io sono quello

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di Dora Pistillo «La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.» (Bertrand Russell) Da bambina ho passato molti pomeriggi su una soglia. Era la soglia […]

Gli altri siamo noi

di Lucia Immordino Appartieni alla vita senza un perché. Ecco come ti senti quando le parole e, ancora peggio, le azioni di un altro ti arrivano addosso come pietre: le puoi afferrare con le mani, le puoi addirittura contenere e […]

Ai capitani occorre un lungo corso

di Patrizia Sardisco Ai capitani occorre un lungo corso ma per fare più in fretta fai così: procura un buio fitto (facciamo un sacco vuoto?, la trama fitta fitta d’ignoranza…), una paura atavica (facciamo l’uomo nero?, il sangue impuro?), richiudi […]