Un futuro non troppo lontano (parte prima)

Come per ogni assalto che si rispetti arrivarono durante la notte. Attaccarono prima i paesi ritenuti più temibili, poi tutti gli altri e, per finire, il terzo mondo. Le loro astronavi fluttuavano intorno al mondo come le api intorno all’alveare. La gente era terrorizzata, la tecnologia umana non funzionava più, niente auto, niente internet, niente informazioni. Nessun esercito riuscì a contrattaccare, se non timidamente e in modo poco organizzato. In pochi giorni l’umanità fu totalmente sopraffatta dalle forze aliene.

Gli extraterrestri, soprannominati anche i “Secchi”, per via del loro aspetto magro e la dura pelle aderente alle ossa, non sembravano pericolosi: non erano alti, né muscolosi, non avevano né artigli né zanne, ma, nonostante la loro debole apparenza, essi divennero i nuovi signori del mondo.

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Bozze. L’incapacità di finire le cose

Se solo vedeste la bacheca dei miei blog vi accorgereste di una cosa fondamentale del mio carattere: la mia incapacità nel portare a termine le cose. Sono una maestra in questo! Se ci fosse un premio per il miglior “incapace di terminare le cose”…niente, non lo consegnerebbero, non se ne farebbe più niente.
Ci saranno sì e no una ventina di bozze che galleggiano nell’aere cibernetico dei miei blog. Bozze di pezzi sugli argomenti più svariati. Uno sulla vecchiaia, un altro sull’importanza di far o non far qualcosa, uno sui soldi, uno ancora sulle ascelle e diversi su altrettanti diversi personaggi… Continua a leggere

Cronache postmoderne

Martedì 9 maggio, ore 8:30. Mi sveglio nella mia ex-casa. Ho dormito male, mi manca la mia camera da letto da neo-donna, ma il nonno ha bisogno di me. Fine del risveglio. Faccio il letto, apro l’agenda blu. Il lunedì è appena passato sul divano leggendo “Vite non vissute” per il prof. M. Lui è l’oracolo di Delfi e sarà il mio supervisore. Ho letto con un misto tra stupor, piacere e ammirazione folle per la follia di Ogden, ma la stanchezza c’è e non ho finito. L’agenda si apre quindi con un grande asterisco sul martedì. Devo scrivere il resoconto dei miei casi clinici e alle 12:15 ho A. in studio in centro, quindi alle 11 devo aver già messo il rossetto rosso matte ed aver nutrito Martino3zampe. In realtà alle 11 ho appena convinto nonno a farsi fare lo shampoo. Poi scendo, traffico, preghiera per propiziare il posteggio, pagamento di odiate strisce blu, studio. Ce l’ho fatta, sono puntuale, sto migliorando! Alle 13:45 mi ri-infilo in macchina, traffico, arrivo in clinica, mangio insalata calda sotto il pico del sole. La signora M. e il suo dolore mi aspettano alle 15, ma amo il mio lavoro e non c’è molto da aggiungere. Ore 16:45: finito anche di scrivere le cartelle e devo attaccarmi al cel. per pubblicizzare il seminario di giovedì e provare a pagare il bollo! Alle 18:00 ingresso in ospedale: aeroplanino, “Mangia, ti prego, se mi vuoi bene fallo per me!”. Alle 19:30 circa arrivo a casa e per oggi è quasi fatta: basta “solo” lavarsi le ascelle, cambiarsi e stampare i pezzi da andare a studiare per il reading con Emergency a casa di D. In moto, Lui guida ed io sto al telefono per le ultime dai medici. Arriviamo, sperimentiamo, alle 23 abbiamo finito di delirare ed io&Lui torniamo a casa, coccoliamo i piccoli, togliamo il piumone, intrecciamo le mani e, senza dire molto, speriamo di dormire bene.  Continua a leggere

Cronache postmoderne

Martedì 9 maggio, ore 8:30. Mi sveglio nella mia ex-casa. Ho dormito male, mi manca la mia camera da letto da neo-donna, ma il nonno ha bisogno di me. Fine del risveglio. Faccio il letto, apro l’agenda blu. Il lunedì […]

Di-versi in-Versi – Settimana delle Culture 2017

In occasione della Settimana delle Culture 2017, Abattoir.it ed il gruppo di volontari Emergency di Palermo vi invitano al reading musicale “Di-versi In-versi”. Appuntamento sabato 20 maggio alle ore 19 presso la Bottega n.5 dei Cantieri Culturali alla Zisa. Ingresso […]

#Bimbi – Microstorie scomponibili

di Raimondo Quagliana MINI Ecco, una mamma è appena uscita di casa, sono le sette e trentacinque di mattina, un bimbo di mezzo metro che si tiene alla sua mano nella posizione del tedoforo olimpico, anche il passo è uguale, […]