Mamà, sbarcamu

Si parla tanto di sbarchi in queste settimane. Normale amministrazione, in realtà, ma la percezione è quella di un’invasione senza fine.
Un’emorragia umana che viene fuori da una ferita mai rimarginata.
Il mare accoglie i suoi figli nelle profondità, mentre gli altri si tengono stretti in un delicato equilibrio: se cadi giù nessuno verrà a riprenderti.
Anni fa anche noi salpavamo per approdare nel porto sicuro di Ellis Island, in America.
Traversate di mesi per sfuggire alla miseria.
Questa poesia è dedicata a chi ha creduto in un sogno ed è partito. La dedico ai miei fratelli africani, ai miei antenati siciliani, con il loro carico di nostalgie, sofferenze e speranze. Continua a leggere

Storytelling – Astutillo Gebbia

di Pigi Arisco

C’era una volta un bambino di 9 anni che giocava in un grande prato nel parco della sua città.

Era un bellissimo bambino biondo, con gli occhi chiari e ben vestito, aveva anche un meraviglioso elicottero di Spiderman radiocomandato.
Il suo papà, un sorridente e muscoloso trentenne, lo incoraggiava e consigliava nelle difficili manovre di atterraggio del piccolo elicottero. L’affascinante madre del bambino era poco distante, su una grande coperta scozzese adagiata sul prato verde, stava preparando i panini ed il succo d’arancia spremuto al mattino.
Il bambino ogni tanto la guardava e sorrideva con i suoi denti bianchissimi.
La madre rispondeva con un altrettanto meraviglioso sorriso. Il bambino era veramente felice.
Tutto appariva meraviglioso.

Purtroppo quel bellissimo bambino non è il protagonista della nostra storia.
Il nostro protagonista è li nel parco, e guarda la famigliola felice. È un bambino di 11 anni, ed è molto diverso dal bambino con l’elicottero di Spiderman, non solo per via dei capelli neri e gli occhi scuri, o per i pantaloni verde militare sporchi di grasso o per la camicia a scacchi rossa aperta su una maglietta nera con degli scheletri armati di chitarre elettriche. Continua a leggere

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#Gaza: parliamo di “occupazione”

«Ogni Stato, se si va indietro nella storia, ha affermato la sua esistenza con la violenza, questo non lo si mette in dubbio. Ecco perché non credo sia utile attaccare Israele esclusivamente da un punto di vista etico centrando l’attenzione sull’utilizzo di armi ad alto potenziale distruttivo».

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Trans Dance

«Sul palco quattro amanti controvento
che forse lì sopra non dovevano neanche stare,
ma è così apprezzabile quel gesto timido e imperfetto
che quasi piango, privo di tutto quel coraggio».

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Speranza

«Scoprimmo che in realtà si trattava di un’unica stanza, neanche molto grande, in cui c’era tutto, o meglio, tutto quello che serviva per la sopravvivenza di due persone: un letto a due piazze, una zanzariera, un ventilatore, un fornello a gas, un armadio, una dispensa. All’interno della dispensa, in un angolo, era stato ricavato un tempietto per la puja, l’atto di culto».