“Il Dio delle piccole cose”

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Ammetto che la tentazione era forte e precisa:
Chiamare questo pezzo “Esaurimento” e lasciarlo del tutto vuoto. E non a indicare un vuoto creativo; semmai, a indicare come l’esaurimento di energie generi il vuoto cosmico nella mente. A volte il vuoto è talmente tale che immagino di fare un incidente o di essere letteralmente presa di petto, dato che non capisco più quanto funzioni la mia soglia attentiva. Ammetto che in 3-4- occasioni ci è voluto poco, ma ecco, come potete capire dalla catena associativa, quello da “esaurimento” è un vuoto tutt’altro che vitale: è proprio un crash, un vuoto mortifero e non generativo. Insisto nel considerarlo al pari di un vuoto politico, poiché – se non è direttamente orchestrato da quelle strane maestranze – sicuramente, dopo la sua eziopatogenesi, elle vi hanno marciato sopra, dato che è ovvio che un vuoto che svuota le menti giova a delle coalizioni altrettanto vuote di senso, capaci solo di riprodurre estemporanei stipendi e piaceri per se stesse e di porgerle al popolo proprio come le brioches di Maria Antonietta. Solo che noi non siamo, fino ad oggi, quelli della Rivoluzione Francese. Probabilmente noi-uomini-medi siamo così tanto ridotti alla disattenzione e distratti da credere che, essendo troppo costoso o terminato il petrolio, che serve come il pane, arriveranno delle brioches a salvarci.

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Se il software diventa facile da creare, vale ancora?

L’intelligenza artificiale sta rendendo possibile costruire piccoli programmi su misura in tempi prima impensabili. È una prospettiva che spaventa chi vive di software, ma promette anche di liberare molte persone da attività ripetitive. Le due cose possono essere vere contemporaneamente.

C’è qualcosa di entusiasmante, e insieme inquietante, nel vedere un programma prendere forma descrivendo quello che dovrebbe fare: si chiama Vibe Coding.

Un problema concreto, qualche istruzione, una serie di correzioni. Poi un’interfaccia, dei pulsanti, una funzione che finalmente esegue quell’operazione che fino a ieri richiedeva dieci passaggi manuali.

Non sempre funziona al primo tentativo. Non sempre il risultato è affidabile. Ma quando funziona, la sensazione è forte: qualcosa che sembrava richiedere un investimento importante diventa improvvisamente accessibile.

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Viva la revolución, Carl*

*Frase iconica di Princess Donut nella saga Dungeon Crawler Carl. 

Accussí, picciò: sfasciati tutt i’ cosi! Aggiungerei io.

Del resto, si sa, in Francia le rivoluzioni le sanno fare! Manca solo una cosa però, dai, è facile: so’ tre pezzi di legno, una lama e ZAC! Cioè, non so se avete visto: hanno assalito la Bastiglia! la Bastiglia! Mo’ ci manca formare la Comune e abolire i poteri feudali. 

Bismillah, c’est les ténèbres!

In Italia invece se fai un passo vieni preso a manganellate! Minchia signor tenente!

A me piacerebbe esercitare il mio diritto di riunione,
com’è scritto nell’articolo 17 della Costituzione.
Voi invece mandate i birri in divisa per nulla esitanti,
che disperdono i miei compagni aprendo gli idranti. 

Forse è questa la differenza tra i nostri due Paesi,
checché se ne dicano d’ogne dei francesi,
che non sanno cosa sia il bidè
e sotto l’ascella portano la baguè-(tte).
Ma per scioperare non devono chiedere alla questura il permesso!
Preferirei questo diritto a lavarmi il culo al cesso.

Ché quando in un Paese la gente scende in piazza a protestare, 
il politico dovrebbe fare un passo indietro e rinunciare.
Come ha fatto Pedro Pedro, Perdo Pe’ 
fregando bellamente quelli del PP (pronuncia “pe-pe”). Continua a leggere →

“Il Dio delle piccole cose”

…. Ammetto che la tentazione era forte e precisa:Chiamare questo pezzo “Esaurimento” e lasciarlo del tutto vuoto. E non a indicare un vuoto creativo; semmai, a indicare come l’esaurimento di energie generi il vuoto cosmico nella mente. A volte il […]

Bismillah, c'est le tenebre

Viva la revolución, Carl*

*Frase iconica di Princess Donut nella saga Dungeon Crawler Carl.  Accussí, picciò: sfasciati tutt i’ cosi! Aggiungerei io. Del resto, si sa, in Francia le rivoluzioni le sanno fare! Manca solo una cosa però, dai, è facile: so’ tre pezzi […]