“Il Dio delle piccole cose”

.
.
.
.

Ammetto che la tentazione era forte e precisa:
Chiamare questo pezzo “Esaurimento” e lasciarlo del tutto vuoto. E non a indicare un vuoto creativo; semmai, a indicare come l’esaurimento di energie generi il vuoto cosmico nella mente. A volte il vuoto è talmente tale che immagino di fare un incidente o di essere letteralmente presa di petto, dato che non capisco più quanto funzioni la mia soglia attentiva. Ammetto che in 3-4- occasioni ci è voluto poco, ma ecco, come potete capire dalla catena associativa, quello da “esaurimento” è un vuoto tutt’altro che vitale: è proprio un crash, un vuoto mortifero e non generativo. Insisto nel considerarlo al pari di un vuoto politico, poiché – se non è direttamente orchestrato da quelle strane maestranze – sicuramente, dopo la sua eziopatogenesi, elle vi hanno marciato sopra, dato che è ovvio che un vuoto che svuota le menti giova a delle coalizioni altrettanto vuote di senso, capaci solo di riprodurre estemporanei stipendi e piaceri per se stesse e di porgerle al popolo proprio come le brioches di Maria Antonietta. Solo che noi non siamo, fino ad oggi, quelli della Rivoluzione Francese. Probabilmente noi-uomini-medi siamo così tanto ridotti alla disattenzione e distratti da credere che, essendo troppo costoso o terminato il petrolio, che serve come il pane, arriveranno delle brioches a salvarci.

E insomma, sì, sono esausta. Di nuovo… E siamo solo a fine ottobre. La cultura matricida del lavoro ha portato il mio compagno a cambiare di nuovo impiego… per carità, assolutamente in meglio, ma a 43 anni rivoluzionare tutto per la diciottesima volta e non per un mio personale balzo di qualità della vita, è stato ed è pesante. Sono arrabbiata. Sono arrabbiata con questi omicidi sociali programmati che potrei chiamare in numerosi modi (es. burocrazia, scartoffie, nessuno che voglia più far bene il proprio mestiere, sfruttamento, fatica, stress, tasse assassine, etc.) e che alla fine non mi consentono né di approfondire Lula o la Serbia, né di andare a una manifestazione, né di riposare. Penso ad esempio all’ultimo pagamento enpap di fine settembre, la “mia” cassa “previdenziale”, ove a fronte di circa 2000 euro l’anno di versamenti, il form apposito mi indicava la cifra pensionistica presunta di 190 euro al mese. Sfacciato! Ma non è soltanto enpap a non avere “russuri in t’a facci”. E’ tutto, a partire dall’aumento del costo del pane (e delle brioches!) e ovviamente del petrolio senza treni che ci portino a lavoro dai paesi-dormitorio in cui viviamo per il caro-affitti-immobili e tutto. Etc. Dite voi che non è un preciso progetto politico? Io mi sento ridotta all’impotenza e al “devo”. E provo angoscia per questa quotidianità sterile che vivo. Come si va avanti così?

Mentre il nodo ansioso alla gola prova a soffocarmi e mentre, un po’ come tutti, mi ritrovo come un automa a fare shopping per sentire fasullamente di occuparmi di me e di gratificarmi, mi vero viene in aiuto “il Dio delle piccole cose”:

Una tisana al finocchio di fronte al melo cotogno (un minutino, meglio che niente);
le corse di mio figlio alla sera per gettarsi tra le mie braccia;
un pranzo buono conquistato la domenica;
il gioco dello chef di pongo con lui;
il pensiero di vestirmi da zombie per Halloween e di scherzare insieme;
una bella seduta in cui vedo un paziente con un pensiero sempre più chiaro e profondo su di sé e sul mondo;
poi un’altra che si apre alla vita e alla consapevolezza;
un fine settimana di cittadinanza riflessiva in cui si riesce di nuovo a sognare socialmente;
il pane buono che ancora fanno in paese;
gli stormi di uccelli sul cielo di casa mia;
mio figlio che dice con estasi “maaaare” ricordando le nostre giornate estive felici;
un medico gentile che sa fare il suo lavoro;
un pranzo o una pizza con le colleghe a raccontarsi di sé;
un pomeriggio con le cuginette del cuore a saltare sul letto con canzoni anni ’90 sullo sfondo;
la mia pazientina più giovane che mi dice che in questi giorni si sente meglio perché i giovani protestano ed esistono e, quindi, c’è ancora speranza.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.