Un uomo di 26 anni adesca una ragazza su internet per poi sequestrarla, picchiarla e stuprarla. E indovinate cosa dicevano la maggior parte dei commenti sotto ai post riguardanti la notizia? Ebbene sì, erano tutti del tipo “eh ma a lei chi glielo dice di incontrare sconosciuti” oppure “eh, ma c’è andata lei”.
Ogni volta che una ragazza riporta una violenza viene sempre colpevolizzata. Cosa indossava? Perché lo ha sposato? Ma perché non lo molla? Eccetera eccetera. Poi dici, facciamo male ad odiare gli uomini, come genere proprio. E scusate ma sì, sta volta c’è bisogno di generalizzare. Non tutti gli uomini ma sempre un uomo, o tutti gli uomini fino a prova contraria.
Sotto ad una notizia del genere un uomo sente il bisogno di razionalizzare il crimine, forse per evitare la propria responsabilità sociale e di tutto il genere maschile. Perché, come gruppo sociale, gli uomini non hanno coscienza di quello che è la società e non lo vogliono manco capire: gli uomini sono liberi di fare, dei corpi delle donne, ciò che vogliono e se le donne subiscono è solo colpa loro.
Benvenuti nella cultura dello stupro. Siete imbevuti di patriarcato: non volete mettervi davanti a voi stessi, davanti alla realtà, per difesa del vostro gruppo sociale. E fate parte di questa cultura. Ridere alle battute cosiddette “rape joke” agli allenamenti di calcetto o alla macchinetta di caffé in ufficio coi colleghi, vi fa parte del sistema. Non dire niente all’amico che molesta una donna, vi fa parte del sistema.
Mettere in dubbio ciò che si è a livello sociale è difficile, lo capisco. Decostruirsi è difficile, lo capisco, pure a me è costata fatica. Ma a voi proprio non vi passa per l’anticamera del cervello! Quindi anzi di mettervi in dubbio, colpevolizzate la vittima: ed è la stessa cosa di chi la stupra. Fai parte del sistema.
Concordo. La maggior parte dei commenti sono quelli descritti, ma non solo nei social anche in conversazioni private. Bisogna proprio cambiare mentalità e approccio; le parole (ed i concetti, aggiungo io) sono importanti, diceva qualcuno. Una sola precisazione. Mi è capitato di sentire questi discorsi anche da parte di donne. Sia sui social, dove però non vi è la certezza sul “genere” di chi commenta, ma purtroppo anche in conversazioni private, e lì non ci sono dubbi sul “genere”. E in questi casi non capisco proprio, sono disorientato…