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Ammetto che la tentazione era forte e precisa:
Chiamare questo pezzo “Esaurimento” e lasciarlo del tutto vuoto. E non a indicare un vuoto creativo; semmai, a indicare come l’esaurimento di energie generi il vuoto cosmico nella mente. A volte il vuoto è talmente tale che immagino di fare un incidente o di essere letteralmente presa di petto, dato che non capisco più quanto funzioni la mia soglia attentiva. Ammetto che in 3-4- occasioni ci è voluto poco, ma ecco, come potete capire dalla catena associativa, quello da “esaurimento” è un vuoto tutt’altro che vitale: è proprio un crash, un vuoto mortifero e non generativo. Insisto nel considerarlo al pari di un vuoto politico, poiché – se non è direttamente orchestrato da quelle strane maestranze – sicuramente, dopo la sua eziopatogenesi, elle vi hanno marciato sopra, dato che è ovvio che un vuoto che svuota le menti giova a delle coalizioni altrettanto vuote di senso, capaci solo di riprodurre estemporanei stipendi e piaceri per se stesse e di porgerle al popolo proprio come le brioches di Maria Antonietta. Solo che noi non siamo, fino ad oggi, quelli della Rivoluzione Francese. Probabilmente noi-uomini-medi siamo così tanto ridotti alla disattenzione e distratti da credere che, essendo troppo costoso o terminato il petrolio, che serve come il pane, arriveranno delle brioches a salvarci.


