Diari di Border

Copertina Diari di Border Racconti di un equilibrio precario

Un frattale di scritti al sapore di italiano medio, di contratti a tempo determinato rinnovati di tre mesi in tre mesi. Ha il gusto di padri di famiglia, di nazioni bipolari di nome “Italia”, di vite spalmate sul filo del rasoio in eterna posizione intermedia tra normalità, patologia, solido, liquido o aeriforme; sa di nascere, morire, impazzire; odora insieme di buono o cattivo o bianco o nero, di Edipi irrisolti, di fatti cronici o irreali moderni, pre/post-moderni, generazionali, di genere. E ancora: di mostri in prima pagina, di medium, di riformatori, di redentori e di novelli Gesù, di elementi diversi, tenuti insieme dalle mappe geografiche della nostra realtà: una linea di stabile instabilità su cui non sempre divertirsi, a ballarci sopra.

“La lotta, secondo Linda, portava due cose: il disordine e il nuovo ordine.
Questo nuovo ordine bisognava buttarlo giù prima dell’arrivo della nuova muffa. Che teorie. La storia si ripeteva, secondo lei, tra umani di qualsiasi colore: l’animale umano ripeteva se stesso da sempre. Forse poteva ripetersi in un modo migliore, senza danni al prossimo?
[…]
Linda, hai smesso di ballare da troppo tempo.
[…]
Ballare e prendere per mano sconosciuti individui. Ballare su questa cazzo di linea e cadere, finalmente, 
sul futuro prossimo che il mio corpo ha scelto di vivere. Cerca di cadere bene, Li’. Ai bordi della linea ti aspetta qualcosa. É una scelta di carattere. È una scelta politica. Il tuo corpo carnoso è politico. Sei come sei”.
[…]
«Infine sarebbe bello ballarci liberamente sopra questa stramaledetta linea. Che ne pensi? Buon appetito».”

 

E per la prima volta, c’è un prezzo, che è del tutto simbolico: 0,99 euro.
Direste: perché? Semplicemente, per rinfoltire il fondo cassa con cui manteniamo in vita il progetto Abattoir, pagando annualmente il server che ci ospita, i volantini e le locandine degli eventi gratuiti che organizziamo, finanziando qualche miglioria dei nostri reading o delle mostre che ospitiamo.
Insomma, doniamo qualcosa in cambio di un piccolo contributo e ringraziamo chi, spontaneamente, l’ha già fatto in questi anni regalandoci tanto sostegno e tanti sorrisi.
Grazie, quindi.
Il collettivo Abattoir.

Il libro è online in formato pdf su alcune piattaforme. Presto lo troverete anche in formato epub!

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