Misteri (La Settimana Santa attraverso la poesia)

A goccia a goccia
la strada si copre di cera
e i volti si colorano
di fioche luci ambrate.
Rosario tra le mani,
la storia sfila limpida,
tra un’annacata e una tamburellata.
Il Popolo è ammirato in silenzio,
l’Addolorata genera singhiozzi
e piedi scalzi.
E la città freme,
e trema a suon di marcia funeraria.
Scivola via,
riflessa nell’argento
schiarita dai lampioni,
muta nella notte
ricoperta di ombre schive,
e ci conduce in silenzio
ai suoi labirinti.
Spunta l’alba
e il sole nuovo riluce d’ottone.
Incerti i passi che conducono al Purgatorio,
la chiesa circondata.
Faro nell’oscurità
spento tutto l’anno,
accechi una sola notte,
e ci guidi,
e ci inghiotti.
Demone di pietra,
divori ad una ad una
le anime che per inerzia avanzano,
impazienti e restìe.
gioco senza fine,
vortice frenetico
di fiori,
luci,
croci.
E in men che non si dica
la piazza si fa deserto.
Aleggia solo,
trasportata dal vento,
un’aura stanca di malinconia.

 

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