Vado in bici e sono chic!

Sportivo o trasandato, questi sono i due stili del ciclista nell’immaginario collettivo: o bici fighissima da corsa/mountainbike con completino sportivo in materiali sintetici traspiranti e aerodinamenici o più semplicemente freakettone con bici mezza rotta e vestito con abiti da mercatino.
La realtà invece è diversa e non solo per la molteplicità di biciclette esistenti ma anche per le persone che la utilizzano, da avvocati a medici, da studenti a immigrati, ognuno con la sua identità e la sua bicicletta.
L’amore per la bicicletta ognuno se lo porta dentro di sé con le sue più recondite motivazioni e lo manifesta nel modo che più gli è naturale, nel modo che gli è più possibile.
In questi giorni grazie ad un articolo su D, scopro che anche in Italia c’è qualcuno che porta avanti il movimento del Cycle Chic, nato a Copenhagen, che ha come scopo quello di diffondere la bicicletta come mezzo di trasporto urbano in modo chic, facendola diventare oggetto di moda, dando spazio alle persone chic con bici chic, di quelle un po’ vintage con i freni a bacchetta, ritrovata nella cantina del nonno e rimessa a nuovo per qualche centinaia di euro.

Il manifesto dell’ Italian Cycle Chic, che non è altro che un decalogo per essere un cycle chic:

  1. Pedalerò con stile, scegliendo lo stile alla velocità.
  2. Renderò più piacevole il paesaggio urbano.
  3. Sono consapevole che il mio andare in bicicletta ispirerà altre persone ad utilizzare la bici, senza venir etichettato come “attivista della bicicletta”.
  4. Pedalerò con grazia, eleganza e dignità.
  5. Sceglierò una bici che rifletta il mio stile e la mia personalità.
  6. La bicicletta sarà un semplice additivo al mio stile.
  7. Il valore della mia bici non dovrà superare quello dei miei vestiti.
  8. Potrò accessoriare la mia bici, secondo le regole dettate dalla cultura della bicicletta urbana.
  9. Rispetterò il codice della strada
  10. Mi asterrò da indossare qualsiasi indumento sportivo in licra.

Il mio stile non è uno stile curato, infatti potremmo dire che non ho stile o al massimo rientro tra i freakettoni che, se non hanno un incontro importante, si mettono indosso più o meno la prima cosa che trovano (e che, anche qualora provassero a curarsi per l’incontro importante, ci riuscirebbero mostrando segni di maldestrità) e questo si riflette nella mia bici un po’ vecchia, da donna e con le ruote mai dritte.
Il valore della mia bici non supera mai quello dei miei vestiti, se per tali consideriamo dal giubbotto alle mutande, scarpe incluse, perché nonostante tutto lei 50€ ce li vale, nessuno dei miei capi presi a solo invece è stato acquistato ad un prezzo superiore.
Pedalo con stile e dignità, la bici è più che un additivo, una mia appendice e non indosso licra, pertanto posso considerarmi uno Cycle Chic anch’io, ma non ditelo ai dandy!

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