Va a finire che vivremo sulle nuvole?

Nuvola e tastieraWhat’s “cloud”?
Cloud, /klaʊd/: nuvola.

Quando vi dicono “hai la testa tra le nuvole”… beh, potrebbe essere vero! E c’entrano ancora una volta Internet e l’informatica! Conservi e gestisci tutti i tuoi files in una “nuvola”, uno spazio virtuale. In Italia sta spopolando adesso il Cloud computing, un’insieme di tecnologie che, attraverso un provider che offre il suo servizio al cliente, permettono di memorizzare, archiviare o elaborare dati, tramite risorse virtuali sul web.

In realtà, anche se non ne hai mai sentito parlare, lo stai usando anche tu. Dove credi che siano tutte le tue foto su facebook? O i tuoi files di Gmail e Hotmail? E i video della tua festa di compleanno caricati su Youtube? Su una nuvola, naturalmente! Ora puoi iscriverti a uno di quei servizi che offrono uno spazio cloud per fare il backup dei tuoi dati. 

I vantaggi? Carichi tutto su un sito sicuro: le foto, i video, i tuoi files musicali, i documenti importanti… così non perdi nulla e puoi accedervi anche da altri computer e quando sei fuori casa. Ci sono certi provider, inoltre, che ti permettono di creare una cartella sul desktop con i files nella “nuvola”, così puoi consultarli anche se sei offline.

Basta con gli hard disk esterni, chiavette usb, schede di memoria, dvd, cd e (sigh!) floppy disk! Le aziende ti offrono un sito sicuro dove stipare i tuoi dati e… a prova di hacker!

Hai detto aziende? Sì, ho detto aziende! Il servizio è gratuito fino a un certo limite: poi paghi. Inizialmente le aziende ti offrono dai 2 ai 5 GB gratuiti, poi il restante spazio va pagato. I prezzi variano dai 50 cent/ GB circa di SkyDrive di Microsoft, agli 80 Euro l’anno, dipende dal servizio che scegli.

Per attivarlo basta scaricare un’applicazione sul pc (o smartphone e tablet) che ti permette di dialogare col provider e trascinare i tuoi dati dentro la tua cartella/nuvoletta, tutto ovviamente tramite password.

Certo, se sei un privato, pagare 10 euro al mese per stipare files è un po’ uno spreco, ma se sei un’azienda che si basa su server esterni, il cloud potrebbe rappresentare un’utile risorsa per te.

E voi cosa ne pensate? Siete propensi a mettere la vostra vita in una nuvola?

3 thoughts on “Va a finire che vivremo sulle nuvole?

  1. mmm, io affidarmi totalmente a piattaforme “altrui”: decisamente no. Ma affidare copie di back-up sì, è per questo che nonostante l’archivio di FB, uso un hard disk esterno, con belle e brutte copie, ecc. Non affiderei mai né formati originali né copie uniche a Internet; uno perché non sono io a gestire quelle piattaforme, due perché esistono gli hacker. Insomma, alle nuvole può succedere di tutto, per continuare la metafora…

  2. Non mi piace l’idea del cloud, non mi piace che tutte le grandi aziende stiano spingendo verso la dispersione del dati nel cyberspazio.
    Io li voglio dentro casa mia, nel cloud ci metto solo la roba che posso in qualche modo rigenerare ma non ci metterò mai cose importanti.

    La cosa inquietante non è tanto il cloud offerto agli utenti ma quello offerto alle piccole e medie aziende, i dati di un azienda dovrebbero sempre stare dentro l’azienda.

    Molte aziende che fisicamente conservano i dati ( nuvola o non nuvola da qualche parte c’è un hardisk, almeno uno ) si trovano negli USA, il che non è proprio una buona cosa sul fronte della privacy.
    Vi fidate veramente? vi ricordo che sono quelli del casino a Megaupload.com,quelli che hanno un concetto tutto loro di diritti civili, sono quelli che rendono quasi illegale la crittografia seria in America.
    Quanti cloud conoscete che criptano in maniera sufficientemente affidabile?

    e poi…A PROVA DI HACKER? se le cose stanno nel mio hardisk qualcuno deve fisicamente venirlo a prendere, se le cose stanno dentro il cloud e qualcuno lo sfonda prende in un colpo solo una quantità spaventosa di dati. Direi che il mio cassetto è molto più “a prova di hacker”.
    Sopratutto perchè il contenuto dell hd nel mio cassetto fondamentalmente non interessa a nessuno mentre il contenuto di migliaia di utenti rubato in un colpo solo può giustificare un attacco ben progettato.

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