London calling – Parte seconda (e finale)

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, il raffreddore e la bistecca da 30£.
La prima notte nel nuovo alloggio è andata benissimo, ho dormito stupendamente, nonostante la mia finestra affacciasse su una strada principale di China Town. Quarto giorno della mia vacanza a Londra: sabato. Oggi ci vestiamo bene, lasciamo a casa i jeans e gli scarponcini, e siccome c’è il sole lasciamo a casa pure l’ombrello e ci incamminiamo verso Portobello!

Portobello è “un mercato pazzerello dove trovi questo e quello”. Ok, momento Enzo Tortora a parte, davvero al mercato di Portobello c’è di tutto! La prima impressione è stata un mix tra Ballarò, il mercato delle accozzaglie di Calle Feria a Siviglia e Porta Palazzo. Però in realtà non si può dire a cosa somigli, perché effettivamente unico. Vi erano un’infinità di bancarelle con cibo di tutti i tipi: ovviamente ho comprato un sacco di roba da magiare.

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London calling – Parte Prima

Come cantavano i The Clash. Ebbene sì, questo è il mio diario di viaggio a Londra. A dire il vero mi vergogno non poco confessandovi che a 33 anni suonati non vi ero mai stata ma non è mai troppo tardi! Ricordo che, quando Rosita scriveva per Abattoir le sue cronache di vita nella City, mi incuriosivano parecchio (cercatele alla rubrica “Mind the Gap”).

Quest’estate, tra il lavoro e la lontananza dalla mia amata Siviglia, sognavo di evadere dalla routine e già a luglio cominciai a programmare quello che sarebbe stato il mio prossimo viaggio. Ero indecisa tra mete come Cuba o New York ma c’era un campanellino li dietro l’orecchio destro che non smetteva di tintinnare al tocco di “LON – DON – LON – DON – LON – DON”. E quindi, Londra fu.

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