Un futuro non troppo lontano (parte seconda)

Segue alla parte prima: leggila!

Il mondo era stato conquistato da una specie aliena parassita, molto distruttiva. Gli uomini erano stati schiavizzati e le risorse cominciarono a scarseggiare. Ma il destino della terra e dell’uomo era persino peggiore.

Fu forse per caso che qualche Secco si accorse che il latte materno di femmina umana aveva un buon gusto, ed il suo cucciolo aveva delle carni molto tenere e nemmeno un pelo. Fu l’inizio dell’allevamento di umani per carne e latte. I Secchi cominciarono a provare il gusto di vari uomini di diverse età, razze ed etnie. Cominciarono a selezionare, incrociare, clonare uomini più buoni da mangiare, meno avidi di mangime e più forti. Le donne dovevano essere più produttive, in grado di partorire prima dei 9 mesi e con più latte materno. I cuccioli di uomo divennero tutti settimini, ma ben formati. Erano gli uomini stessi a creare le proprie gabbie, ed in queste c’erano i neri, particolarmente apprezzati per la muscolatura, i bianchi, da ingrassare, i gialli, dal sapore intenso. Alcuni uomini particolarmente dotati venivano selezionati per la monta delle donne, poche decine di uomini erano in grado di ingravidare forzatamente migliaia di donne la settimana. E questo voleva dire nuovi parti e nuovo latte. Se il cucciolo era maschio, inadatto all’industria della carne perché non selezionato per quello, veniva macellato a pochi giorni. Se era femmina sarebbe stata un’altra mamma. Le mamme vecchie (nonne già a 28 anni)  avevano già partorito circa 24 volte e prodotto litri e litri di latte, grazie anche agli ormoni forniti col mangime, a base di vegetali e insetti; erano stanche e vecchie, tanto da non reggersi più in piedi, diventavano quindi un prodotto di scarto utile per produrre mangime arricchito per altri umani.

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