Pedro Sánchez ha fatto anche cose buone

Già ai tempi della pandemia ho visto italiani in Spagna fare sondaggi e chiedere chi preferivano, se Pedro o Conte. E a quei tempi gli italiani lo sapevamo…che Pedro era meglio! Ma vabbé, in una situazione di emergenza come quella che abbiamo vissuto è facile poi puntare il dito, e non è altrettanto facile prendere decisioni. Soprattutto se anche una disgrazia, a casa nostra, è una scusa per fare politica. 

Comunque, bando alle ciance, ho intuito che ultimamente il popolo italiano sta cambiando idea rispetto a quei sondaggini: Pedro è l’emblema della buona politica, idolatrato manco fosse “il nuovo che avanza”, addirittura l’Espresso lo sceglie come “persona dell’anno”. Insomma la Spagna di Pedro è vista come un esempio per l’Europa grazie alle sue politiche che promuovono la libertà e quelle in ambito lavorativo e sociale. 

Del resto, oh, come dargli torto: col clima fascista da Germania anni 30 che circola al giorno d’oggi, regolarizzare 500mila immigranti è visto come un atto di ribellione, tipo sparare sulla Morte Nera. C’è da dire anche che l’iniziativa è nata dal basso, grazie ad una raccolta firme del popolo spagnolo. Ma vuoi mettere fare il superiore e rispondere per le rime a Elon Musk sul suo social? Se non lo sapete, il bimbominkia Elon Musk ha criticato sarcasticamente questa manovra del governo spagnolo e Pedro gli ha risposto “Mars can wait, Humanity can’t”. Ueeeeee paladino della giustizia! Comunque, social a parte, non dimentichiamo che la stessa cosa la fece Zapatero nel 2005: niente di nuovo sul fronte spagnolo. 

Secondo l’Espresso “ormai la Spagna è diventata la “locomotiva d’Europa”, con quasi tutti gli indicatori economici che superano costantemente le previsioni”. E capisco questa Beatles Mania verso Pedro, se lo confrontiamo con la nostra Premier e le nostre politiche sociali. In Spagna esiste il salario minimo (che nei prossimi anni si alzerà ulteriormente), le aziende assumono a tempo indeterminato, si sta anche spingendo per la giornata lavorativa di 37 ore settimanali (anzi che 39 come lo è adesso). In Italia per un lavoro di 8 ore al giorno offrono anche 400€ al mese. Contratti irregolari, stages. Vi ricordate la soluzione dei “vouchers”: io ebbi un impiego in un hotel ed ero pagata a voucher, che dovevo scendere a scambiare al tabacchino, tipo tessera del pane. Mamma mia che incubi! E ce credo che uno come Pedro viene idolatrato!  Rispetto a molti amici italiani che vivono in Italia, mi sento “fortunata” ad avere uno stipendio minimo di base e un contratto indefinito in un’azienda dinamica. Il fatto, però, che avere queste cose sia considerata “fortuna” è una grande sconfitta per la Humanity di cui sopra. 

Tra l’altro l’Espresso sorvola sui casi di corruzione del partito socialista PSOE, di cui Pedro è il Secretario General. Figuriamoci! Con tutta la corruzione a cui siamo abituati noi italiani, cosa vuoi che siano un paio di commissioni investigative! A noi che ce frega, avendo avuto per vent’anni un puttaniere al governo? Per questo non facciamo una piega per come sono state gestite le accuse di molestie sessuali al numero due – ex numero due – del partito, Salazar. Pedro se ne esce con un “tutti commettiamo errori”. Olé! 

Un’altra cosa che non figura ne l’Espresso è la situazione della vivienda qui in Spagna (la dimora). Dato che il governo sta permettendo agli olandesi, inglesi e altri -esi nordici di comprarsi mezza costa del Sol, e che non regolarizza le leggi per gli appartamenti turistici, non ci sono più case per il popolo spagnolo! Qui nel sud ci sono un sacco di americani che, lavorando da remoto, scelgono di passare vari mesi all’anno in un posto meraviglioso come Siviglia, Malaga eccetera. Ovviamente ‘sta gente c’ha li sordi! Ed è disposta a pagare una bella cifra per un appartamento in centro. E quindi una famiglia spagnola, una coppia di giovani, un lavoratore immigrato, si ritrovano annunci di affitto a prezzi che quasi eguagliano il salario minimo spagnolo. E Pedro che ha fatto? Ha detto: “per favore affittatari, non alzate gli affitti! Dai! Facciamo cosí: se non alzate gli affitti vi regalo gli incentivi fiscali, eh? Che ne dite del 100% dell’IRPEF? Ci state? Ormai qui in Andalucía, fare l’affittatario è diventato un lavoro! E non ci devi più pagare le tasse! 

Dall’Italia non si vedono le crisi, le critiche, gli errori e gli orrori di un governo europeo, il solo che può essere chiamato “di sinistra”, ormai, ma che comunque è figlio del suo tempo. Se volete qualche esempio da seguire prendere Yolanda Díaz della coalizione politica SUMAR: ministro del lavoro e delle politiche sociali nonché vice presidente del governo. Lei è stato il vero motore della nuova riforma del lavoro. Lei ha stabilito gli aumenti del salario minimo, lei ha ridotto la formula dei contratti discontinui, lei ha stabilito la legge sulla sicurezza sul lavoro, lei ha fatto aumentare il sussidio di disoccupazione e a lei si deve la lotta per la riduzione delle ore di lavoro. Lei è una femminista che ascolta i cittadini: il suo movimento SUMAR è nato proprio come “processo di ascolto” dei cittadini per conoscerne le necessità e poter creare un partito politico che li rappresentasse veramente. 

Ma figurati, meglio prendere ad esempio un uomo bianco al potere. 

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