Buongiorno dalla bellissima e soleggiata Siviglia! Oggi un po’ meno soleggiata, dato che è venuta giù una grandinata inquietante. Ma comunque su’ con la vita, possiamo comunque goderci una passeggiata alla scoperta delle bellezze del centro, come per esempio “Las Setas”. Come dice? No? Non ci posso andare? In che senso “red carpet”? Tutto chiuso? Ok, pazienza, ci passerò dopo. Allora me ne vado al fiume a passeggiare sui ponti godendomi il panorama. Come dice? È recintato? Non si vede il fiume? In che senso “concerto esclusivo”? E vabbè, pazienza di nuovo, vorrà dire che mi consolerò col cibo in uno dei miei ristorantini del centro. Cooooome? Tutti prenotati? Ma perché? Influ-che? No basta raga, oggi me ne resto a casa.
E sì, perché come se non fosse bastata la stagione 1 di quella lagna di Berlino (from “la casa di carta”), ne hanno fatta anche una seconda, girata a Siviglia. E indovinate un po’ dove si svolge la premiere della serie? Esatto: sotto casa mia. Perché sì, Netflix ha privatizzato Siviglia.
Hanno costruito un palco fluttuante sul fiume Guadalquivir, hanno chiuso strade e blindado la città intera e per di più hanno istallato dei pannelli neri giganti sui ponti affinché i passanti non potessero vedere il concerto di Rosalía (sì, quell’ignorante). Ok va bene, tutto molto bello, uno spettacolo di un’artista internazionale a Sviglia, wow! Dovreste vedere quando si è fatta una passeggiata su Avenida de la Costitución, la gente com’era esaltata!
Ma qui sta il problema, caro amico sivigliano: ti accecano con un evento del genere affinché non vedi cio’ che sta veramente succedendo. Il patrimonio culturale della tua città, le strade, il fiume, i servizi pubblici che paghiamo con le nostre tasse, tutto ciò messo al servizio di un’aziena privata , la cui unica cosa che vuole è che paghi l’abbonamento ogni mese!
E dico servizi pubblici perché che polizia credete si stia occupando del traffico? O che ambulanze credete siano messe a disposizione nel caso in cui accada qualcosa con così tanta gente? Che spazzini credete si occuperanno di pulire dopo tutto sto bordello? Quelli di Netflix? Yes, of course.
Il comune, gli assessori e politici vari, mascherano tutto questo dietro la parola “promozione del territorio” (ci suona familiare, a noi siciliani, eh?). E qui mi chiedo: ma davvero Siviglia ha bisogno di promozione? Davvero credono che Siviglia sia cosí anonima da dover organizzare un concerto di Rosalia per promuovere il territorio? E poi, con il fottutissimo problema della turistificazione di massa delle città, nelle quali già si fa fatica a trovare affitti, e in cui per le strade si sente più il rumore delle ruote delle valigie sul selciato che le grida dei bambini che giocano in piazza, davvero c’è bisogno di invitare tutta questa nuova gente a “scoprire” Siviglia? Non credo sia la mossa giusta per controllare il fenomeno del turismo di massa! E chi ti dice che è un privilegio, caro amico sivigliano, ti nasconde che ti stanno “rubando” la città. Chi ti dice che è un investimento per il settore dei servizi, ti nasconde che in realtà stanno regalando spazi pubblici ad un’azienda privata.
Stanno, in pratica, riducendo le nostre città a parchi di attrazione in nome del denaro. E indovinate chi potrà godere di questi spazi? Chi ha i biglietti. O chi, in questo caso, paga un abbonamento.