Attenti al titolo, eh! Non sto dicendo che la gen-z sia una generazione senza cultura ma sí senza una cultura condivisa con le altre generazioni, quella che viene descritta come Pop culture. Mi spiego meglio.
L’altro giorno ho ascoltato un discorso di un creator su IG che mi ha fatto riflettere. Il tema era che i ventenni di oggi conoscono pochissimo la cultura di prima della loro nascita. È come se spuntassero dal nulla, come se la gen-z non avesse ereditato nessuna cultura. Non è una critica ma un fatto (ovviamente non bisogna generalizzare) ma se ci pensiamo bene c’è una grande differenza tra loro e noi millennials, cresciuti a repliche di telefilm e trilli di messenger.
Prima, infatti, la cultura era una cosa che accadeva, una sorta di “incidente collettivo”: non si sceglieva del tutto ciò che si consumava, ma si imparavano riferimenti culturali anche senza volerlo. Ti capitava di vedere le repliche di vecchi film in televisione, ascoltavi canzoni che venivano trasmesse senza che le avessi richieste alla radio dell’auto dei tuoi genitori, oppure capivi le battute sui politici, sugli attori o sulle vecchie canzoni perché convivevi con altre generazioni che guardavano lo stesso schermo che guardavi tu. Ecco perché i millennial e le generazioni precedenti conoscono film, attori, canzoni o riferimenti che esistevano prima che nascessero.
La Gen-Z no. Questa generazione è cresciuta con Internet e gli algoritmi, e un algoritmo non ti educa a una cultura condivisa, ma ti rinchiude in una bolla creata appositamente per te. Cosí capita che un gen-z conosca una scena, ma non il film intero, una citazione, ma non da dove provenga. Conoscono il meme, ma non l’evento originale. Ne conoscono alcuni frammenti, perché diventano virali su TikTok o su Instagram, ma non il contesto da cui provengono quei frammenti.
E questo ha portato a una situazione davvero insolita: abbiamo la prima generazione iperconnessa che non sa nulla della storia da cui proviene. All’algoritmo non importa, vuole solo che tu continui a fare swipe. E questo è ciò che succede quando si sostituiscono una cultura e una realtà condivisa con feed personalizzati: prima vedevamo tutti poche cose e avevamo qualcosa di cui parlare. Ora ognuno vede milioni di cose diverse.
Con questo, appunto, non si vuole dire che la Gen-z sia priva di cultura, ma vive in un mondo in cui, grazie a Internet, tutti i contenuti del mondo coesistono contemporaneamente. Sembra che Internet ci abbia dato accesso a tutta la cultura, ma l’algoritmo ci ha portato a smettere di condividerla.